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Presentato il progetto #palermorinasce

Presentato il progetto #palermorinasce

Un video sulle “bellezze e sui problemi di Palermo” ha aperto all’hotel Astoria Palace la presentazione del progetto #palermorinasce lanciato da Elisabetta Luparello, Antonio Triolo, Maurizio Calivà e Adriano Li Volsi candidati al Consiglio comunale con la lista “Prima l’Italia”, il simbolo con cui la Lega di Matteo Salvini correrà alle elezioni comunali del 12 e 13 giugno.

Intervento di chiusura per Alberto Samonà, Assessore Regionale ai Beni culturali e all’identità Siciliana che il partito ha indicato quale Vicesindaco, e che dovrà lasciare l’incarico assessorile a Palazzo d’Orleans se dovesse vincere la coalizione di centrodestra.

“Da militante non mi sono tirato indietro rispetto a questo nuovo impegno, come atto d’amore nei confronti della mia città” ha detto dal Palco Samonà, che ha anche portato i saluti del Segretario Regionale, On. Nino Minardo, che si è complimentato per l’organizzazione dell’iniziativa, che conferma l’attività ed il radicamento del partito sul territorio.

Presente all’evento il Sen. Luca Briziarelli, Vice Presidente della Commissione Bicamerale d’inchiesta sugli Ecoreati che ha sottolineato l’urgenza di risolvere i drammatici problemi che affliggono la città di Palermo tra i quali la perenne emergenza rifiuti e la depurazione delle acque oggetto di una specifica inchiesta della Commissione.

In apertura Elisabetta Luparello ha sottolineato come “Palermo rinasce e deve rinascere! È un progetto politico che parte proprio adesso perché ora nasce “Prima l’Italia,)”, la lista con la quale Matteo Salvini ha deciso di presentarsi alle prossime amministrative. Nessuna fuga, nessuna voglia di nascondersi, ma solo un progetto più ampio che intenda superare i pregiudizi sulla Lega. Un esempio concreto di politica vera, come il nostro progetto. Ho iniziato a fare politica perché sono arrabbiata. Sono arrabbiata per il tasso di emigrazione giovanile, per le bare ancora accatastate al cimitero dei Rotoli, perché siamo la quinta città d’Italia e neanche tra le prime 25 mete turistiche per presenze italiane, perché Palermo è priva di servizi. Palermo deve cambiare e per poterlo fare ha bisogno di energie vere, pure. Basta dinosauri della politica che vanno in giro a ridosso della campagna elettorale sventolando slogan ed utilizzando parole inopportune come “farò, realizzerò, futuro”, ma perché non facevano e realizzavano prima? Credono ancora di poter prendere in giro la gente cambiando partito per opportunità personale confondendo gli elettori utilizzando foto di 15 anni fa o addirittura non mettendoci la faccia! Palermo deve rinascere e per farlo non ha bisogno di questo, ma solo di buona e sana politica”.

“Per cambiare il mondo bisogna iniziare dal basso. – ha detto nel suo intervento Adriano Livolsi –  E provare a cambiare la città in cui si vive è il primo passo da fare, per raggiungere un obiettivo così ambizioso. Chi amministra la città, in quanto rappresentante dello stato ma, prima di tutto, della volontà dei cittadini che lo hanno eletto, deve operare guidato da valori quali onore, fedeltà, rispetto, imparzialità e sacrificio. Il 12 è il 13 giugno, abbiamo tutti una grossa responsabilità, perché ciò che ciascuno di noi deciderà di fare, nel seggio elettorale, potrà essere il primo passo per cambiare il mondo “.

Maurizio Calivà, nel ricordare il suo impegno sindacale in difesa dei lavoratori, ha sottolineato  come ” nessun progetto può avere successo se non si torna a dare speranza a Palermitani. Il primo nemico da sconfiggere è proprio la rassegnazione di quanti credono che nulla cambierà mai nella nostra città. Per questo ho deciso di mettere al servizio della comunità la mia esperienza ultra trentennale, così come tanti amici stanno facendo lo stesso sulla base delle proprie competenze, insieme abbiamo voluto metterci in gioco in prima persona e chiediamo a tutti di farlo, riconoscendosi e sostenendo questo progetto”.

Un forte richiamo al senso del dovere e alla necessità di impegnarsi in prima persona nell’intervento di Antonio Triolo, già commissario provinciale della Lega a Palermo, che ha chiuso la serie degli interventi dei candiati al Consiglio comunale “”Il primo manifesto che ho visto quando sono entrato ragazzino in una sezione recitava ‘stiamo cambiando un frammento di mondo’. Era il richiamo al dovere di ciascuno di lavorare per cambiare quel frammento e di essere consapevole che facendolo, cambiando anche piccolissime cose, quei frammenti sommati avrebbero portato grandi cambiamenti. Dopo la distruzione di questa città, a cui hanno contribuito corposamente Leoluca Orlando, Giusto Catania e i loro amici, pensiamo che questo sia il momento di una chiamata all’impegno per chiunque abbia a cuore la sua città, sia che scelga di farlo da candidato che da elettore. Non si esce da una situazione come quella che chi domani amministrerà Palermo avrà ereditato dai ‘disamministratori’ di oggi con i solisti. È il momento della squadra, di una squadra che tutta (eletti ed elettori) accompagni e sostenga i futuri amministratori. Per questo abbiamo voluto mettere sul palco e in sala un mondo di entusiasmo, militanza e competenze unito da quella che l’Imperatore Adriano, in un famoso libro, definiva ‘la forma più alta di virtù, l’unica che io sopporti ancora: la ferma determinazione di esser utile’.
Ci mettiamo e chiediamo a tutti di mettersi attivamente, insieme a noi, al servizio di Palermo e dei palermitani.”

Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche i candidati alle circoscrizioni che hanno aderito al progetto, un elenco che potrebbe allungarsi nei prossimi giorni.
Paolo Valentini (I circoscrizione), Matilde Sammarco (IV circoscrizione),
Matteo Iannello (VI circoscrizione), Bruno Testa (VI circoscrizione),
Stefano Graziano (VII circoscrizione),
Paolo Marrone (VIII circoscrizione), Marcella Amato (VIII circoscrizione).

In chiusura così come in apertura io ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nei 30 anni dalla morte, non solo memoria è stato detto, ma impegno personale e collettivo contro la Mafia, alla quale Palermo e la Sicilia hanno pagato il tributo più alto.