Milano, 24 set. (askanews) – La pressione arteriosa si misura sempre più spesso anche a casa, ma i dati raccolti dai pazienti difficilmente arrivano negli ambulatori medici in modo sistematico. Oltre la metà di chi effettua misurazioni domestiche non annota i propri valori, mentre il 26,6% utilizza ancora diari cartacei, rendendo più difficile ricostruire l’andamento della pressione nel tempo.
È quanto emerge da “Italian Heart Behavior Survey”, ricerca realizzata da AstraRicerche per conto di Huawei in occasione del lancio del nuovo smartwatch Watch D3, in vista della Giornata mondiale del cuore del 29 settembre. L’indagine evidenzia un divario tra le raccomandazioni dei medici e le abitudini dei pazienti, ma anche un crescente interesse per la tecnologia indossabile: l’80,6% degli intervistati considera lo smartwatch un possibile alleato per la salute e la pressione arteriosa è, insieme alla frequenza cardiaca, il parametro che gli italiani vorrebbero maggiormente monitorare al polso. Un interesse che aumenta con l’età, raggiungendo il 63% nella fascia tra i 60 e i 75 anni.
La fiducia nella tecnologia resta però un elemento centrale: il 75,7% degli italiani considera affidabile la misurazione attraverso un sistema gonfiabile, contro il 31,9% che esprime fiducia nei sensori ottici senza gonfiaggio. Tra le funzionalità più richieste da medici e pazienti figurano la registrazione automatica dei valori nel tempo, gli avvisi in caso di anomalie e la possibilità di effettuare misurazioni anche durante il sonno.
Su queste esigenze, sottolinea Huawei in una nota, si inserisce la proposta del Watch D3, dispositivo indossabile dedicato al monitoraggio della pressione arteriosa. L’obiettivo è favorire una raccolta più continua e strutturata dei dati, mantenendo il medico come riferimento per la loro interpretazione e per le decisioni relative alla salute.

