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Prevenzione, un dovere di tutti

Prevenzione, un dovere di tutti

Il ruolo della medicina legale e delle istituzioni per riconoscere i segnali di rischio

La recente Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio ha riportato l’attenzione su un fenomeno che in Italia ha causato quasi quattromila decessi nel 2023. Numeri diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità che proprio in questo mese ha lanciato un progetto europeo per formare “sentinelle di comunità”, figure capaci di riconoscere precocemente i segnali di rischio e fare da ponte verso i servizi di cura. Un segnale importante che conferma quanto la prevenzione sia una responsabilità diffusa: chiama in causa la sanità, le istituzioni e la società nel suo insieme.

Prevenzione del suicidio, una responsabilità condivisa

In questo quadro anche la medicina legale ha un ruolo strategico. Non si tratta soltanto di accertare le cause di un decesso, ma di mettere a disposizione una competenza che sa leggere i fenomeni nella loro complessità, integrando fattori sanitari, psicologici, sociali ed economici. È per questo che, nel Piano strategico della Società italiana di Medicina legale e delle Assicurazioni 2026-2029, la prevenzione del suicidio figura tra le priorità nazionali, con la proposta di un Programma coerente con gli standard dell’Organizzazione mondiale della sanità e di un Tavolo interministeriale permanente.

Medicina legale e prevenzione, il ruolo dei dati

Il contributo della disciplina sta proprio in questa funzione di raccordo tra conoscenza scientifica, analisi dei dati e supporto alle politiche pubbliche. Studiare come e perché certe vulnerabilità sfuggano alle reti di protezione significa fornire a chi governa gli strumenti per intervenire prima. Perché la prevenzione, prima ancora che una questione clinica, è un indicatore della capacità di una società di riconoscere e proteggere i suoi membri più fragili.