Home » Askanews » Prezzi fave cacao -41% da gennaio e -72% dal 2025

Prezzi fave cacao -41% da gennaio e -72% dal 2025

Prezzi fave cacao -41% da gennaio e -72% dal 2025

Hanno toccato i minimi degli ultimi due anni e mezzo

Roma, 20 feb. (askanews) – Da inizio anno i prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe hanno segnato un -41%, consolidando il trend deflattivo in corso da inizio 2025 (-72%) e arrivando a toccare i minimi degli ultimi due anni e mezzo. Le proiezioni di una campagna 2025/26 caratterizzata da un surplus globale superiore alle aspettative e su livelli record pluriennali hanno contribuito a intensificare le prese di posizione degli operatori non commerciali, confermando uno stato di ipervenduto.

Secondo le ultime anticipazioni Areté, l’aumento della produzione (+4%), più che proporzionale rispetto a quello dei consumi (+1%), comporterebbe infatti un surplus superiore a 200.000 tonnellate e un aumento delle scorte del 18%. Tuttavia, altri operatori proiettano eccedenze anche più elevate, fino a un record storico di 400.000 tonnellate stimato da Marex Group.

Il crollo dei prezzi di borsa e la difficoltà dei governi africani nel contrattualizzare la fava che verrà raccolta nel prossimo mid-crop hanno spinto il governo ghanese, dopo una riunione straordinaria del Cabinet tenutasi l’11 febbraio 2026, ad annunciare una serie di riforme urgenti. Tra le misure più immediate figura la revisione al ribasso del producer price (prezzo pagato ai coltivatori), fissato dall’ente statale COCOBOD (Ghana Cocoa Board). Il prezzo di conferimento è stato ridotto di circa il 29%, con un calo del 17% anche rispetto alla scorsa campagna.

Parallelamente, il governo ha annunciato che per la prossima campagna sarà proposto un meccanismo automatico per aggiornare il prezzo riconosciuto ai produttori in base all’andamento del mercato internazionale e al tasso di cambio. Inoltre, verrà valutata la possibilità di introdurre un nuovo modello di finanziamento basato su obbligazioni domestiche (Cocoa Bonds), con l’obiettivo di garantire liquidità per l’acquisto della fava e ridurre la dipendenza dal finanziamento diretto dei buyer internazionali.

Infine, conclude Aretè, l’esecutivo conferma la strategia di rafforzamento della trasformazione interna, con l’obiettivo di arrivare a processare localmente almeno il 50% della produzione nazionale di cacao, puntando su maggiore valore aggiunto e sviluppo industriale.