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Processo Galvagno, anche il governo Schifani si costituisce parte civile: la prima udienza a maggio

Processo Galvagno, anche il governo Schifani si costituisce parte civile: la prima udienza a maggio
Galvagno nel 2022

L’indagine vede il presidente dell’Ars accusato di corruzione, peculato e truffa.

Alla fine, con un mese di riflessione o comunque attesa, la costituzione di parte civile della Regione Siciliana nel processo che partirà a maggio e che vedrà sul banco degli imputati il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno è arrivata.

La decisione – come riportato dal quotidiano La Sicilia – è stata presa dalla giunta guidata da Renato Schifani nella seduta svoltasi ieri.

Regione Siciliana parte civile nel processo Galvagno, cosa si era deciso a gennaio

Il mese scorso, il governo regionale aveva disposto la costituzione di parte civile nell’altro procedimento nato dall’inchiesta dello scorso anno sull’uso dei fondi dell’Ars e che vede coinvolta anche l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, oltre che a una serie di soggetti che a vario titolo avrebbero tratto beneficio dai rapporti personali con gli esponenti apicali della politica regionale.

Se nel caso di Amata, la prima udienza preliminare si era aperta senza la costituzione di parte civile, lacuna poi colmata in vista della ripresa a inizio marzo, per Galvagno la giunta aveva deciso di posticipare la decisione. All’origine di questa scelta c’era stata l’opportunità concessa dalle tempistiche con cui il procedimento che interessa il presidente dell’Ars si celebrerà: Galvagno, infatti, ha chiesto di affrontare il processo con il giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare in cui il gup è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura.

“La giunta regionale, attesi i tempi ristrettissimi, conformemente all’avviso dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, ritiene in atto di autorizzare la costituzione parte civile in giudizio dell’organo di difesa erariale per gli imputati la cui udienza preliminare si svolgerà in data (omissis) e di determinarsi successivamente per gli imputati ammessi al giudizio immediato”, è quanto si legge nella delibera di giunta di gennaio.

Adesso con il nuovo pronunciamento, il governo Schifani si allinea sull’indirizzo che si è dato a tutela dell’onorabilità e degli interessi della Regione in quella che senz’altro è una delle vicende più delicate dell’attuale legislatura.

Scelta strategica

Per Galvagno, che dovrà rispondere delle accuse di corruzione, peculato e truffa – questi ultimi due capi d’accusa in riferimento al presunto uso illegittimo dell’auto blu su cui si è scoperto che in molti casi abbiano viaggiato parenti e amici in sua assenza – si è trattato di una strategia per accelerare l’iter giudiziario e che è figlia del convincimento di poter spiegare ai giudici la correttezza del proprio operato.
Quando si aprirà il suo processo, a figurare tra le parti civili sarà anche la stessa Assemblea regionale siciliana. Il Consiglio di presidenza, infatti, ha votato per la costituzione già a gennaio.

Processo Mattarella

Come riportato da La Sicilia, la seduta di giunta di ieri è servita anche a ufficializzare la costituzione della Regione nel procedimento contro l’ex prefetto Filippo Piritore. Arrestato a fine del 2025, Piritore è accusato di avere avuto un ruolo nel depistaggio delle indagini seguite all’omicidio di Piersanti Mattarella, il presidente della Regione e fratello dell’attuale presidente della Repubblica che fu ucciso nel 1980 in circostanze ancora oggi non completamente chiarite. Per gli inquirenti Piritore sarebbe intervenuto nella sparizione di un guanto ritrovato nell’automobile utilizzata dagli assassini.

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