Roma, 6 mar. (askanews) – Importazioni di riso extra Ue a livelli mai visti, con una pesantissima penalizzazione sia dei risicoltori sia dell’industria della trasformazione. E i prezzi, schiacciati verso il basso da dinamiche speculative internazionali, stanno spingendo le aziende agricole verso scelte disperate. Arriva da tutti gli 8 paesi europei produttori di riso, riuniti oggi d’urgenza dall’Ente Nazionale Risi, un estremo grido di allarme.
All’incontro era presente l’intera filiera del riso europea, che ha denunciato con una sola voce una situazione ormai insostenibile. “La politica europea ci sta portando verso un declino irreversibile – ha detto la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba – Non possiamo più stare a guardare, è ora di agire”.
Sono state, quindi, decise iniziative concrete che verranno messe in atto nelle prossime settimane per convincere i parlamentari europei a non approvare il Regolamento SPG che andrà votato alla fine di aprile per consentire di modificarlo nella parte relativa alle soglie di attivazione della clausola di salvaguardia automatica, di rivedere il meccanismo dei dazi all’importazione stabiliti nel lontano 2004 prevedendo anche una tariffa specifica per il riso di importazione già confezionato e per esigere “incondizionatamente il rispetto del principio di reciprocità affinché, a tutte le importazioni, siano imposti gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali richiesti ai produttori Ue”.

