Roma, 26 giu. (askanews) – La produzione di pere nel sei principali paesi europei produttori nel 2025 è stimata in aumento, ma il comparto si trova ad affrontare sfide crescenti, tra cui le difficoltà legate alla manodopera, la necessità di adattare le pratiche agricole di fronte alle restrizioni fitosanitarie e la gestione dell’acqua. Oltre al calo dei consumi, soprattutto tra i giovani.
E’ quanto emerso nel corso del convegno annuale internazionale Interpera, svoltosi ieri e oggi alla presenza del ministro dell’Agricoltura fiammingo Jo Brouns. Il convegno riunisce i sei principali paesi produttori di pere, Belgio, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo, che hanno fornito un resoconto dettagliato della stagione passata, soddisfacente per la maggior parte dei paesi, nonostante i persistenti ostacoli che complicano sempre più le condizioni di produzione.
Positive le previsioni di raccolto per la stagione 2024-2025, anche se le stime devono essere considerate con cautela, perché la stagione non ha ancora rivelato tutto il suo potenziale: per la Spagna si stima un aumento della produzione del 31% rispetto al 2024, quando il potenziale produttivo non è stato raggiunto. In Belgio si prevede un aumento del 25%, dopo una flessione nella campagna precedente.
In Portogallo i volumi sono stimati sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. In Francia si prevede un calo del 9%, ma va segnalato un aumento delle superfici e l’arrivo di nuove varietà, mente in Italia è stimato un possibile aumento, ma da confermare più avanti nella stagione, dato che le principali varietà italiane sono tardive. Infine, le prime tendenze indicano un probabile aumento anche per i Paesi Bassi dopo un calo del 10% nella stagione precedente.

