Progetto bloccato per il porto di Naxos: problemi giudiziari e intoppi burocratici - QdS

Progetto bloccato per il porto di Naxos: problemi giudiziari e intoppi burocratici

Massimo Mobilia

Progetto bloccato per il porto di Naxos: problemi giudiziari e intoppi burocratici

mercoledì 05 Giugno 2019 - 00:05
Progetto bloccato per il porto di Naxos: problemi giudiziari e intoppi burocratici

Pesano le vicende legate alla Tecnis e le autorizzazioni Via e Vas ancora ferme alla Regione. Il via ai lavori era previsto per l’inizio del 2017, ma non si è vista nemmeno una ruspa

MESSINA – Sono passati ormai più di tre anni da quando, con delibera del Consiglio, il Comune di Taormina aveva definitivamente bocciato la possibilità di costruire un porticciolo turistico nella baia di Villagonia, perché avrebbe deturpato l’ambiente e determinato una speculazione edilizia. Il progetto discusso per anni – presentato all’epoca dal gruppo alberghiero Russottifinance, inclusi gli ascensori di collegamento fino al centro storico – si diceva presentasse “un elevato aumento delle volumetrie rispetto al consentito”.

Ma sono passati anche tre anni da quando, nella vicina baia di Naxos, si cantava vittoria per aver ottenuto tutti i pareri necessari per realizzare l’approdo qualche chilometro più in là, partendo dal preesistente braccio a mare di Schisò. Ottenuto l’ok dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Messina, nonostante la vicinissima area archeologica testimone della prima colonia greca in Sicilia, il Comune di Giardini Naxos prevedeva addirittura l’apertura dei cantieri all’inizio del 2017, per creare un porticciolo comprensoriale utile anche alla città di Taormina.

Niente da fare. In tutti questo tempo non si è vista neanche l’ombra di una ruspa. Cause da additare ai problemi con la giustizia avuti dalla Tecnis Spa, il colosso catanese dell’edilizia infrastrutturale, che si era aggiudicata il ruolo di general contractor per la realizzazione dell’opera. La ditta, lo ricordiamo, era già finita in amministrazione controllata a causa di indagini della Procura di Roma sugli appalti Anas. L’amministratore giudiziario, Saverio Ruperto, allo stesso tempo aveva però rassicurato sull’interesse a portare a compimento il progetto del porticciolo di Naxos.

Il rallentamento però è stato inevitabile, l’opera non è mai partita e il rischio di perdere definitivamente il treno si è concretizzato nelle ultime settimane, dopo la mancata vendita della Tecnis al gruppo Pessina. Senza dimenticare, inoltre, che per lo stesso progetto mancano ancora le autorizzazioni Via-Vas (valutazione impatto ambientale e valutazione ambientale strategica) ferme all’assessorato regionale Territorio e Ambiente dai tempi di Crocetta.

Un duro colpo per la movimentazione turistica dell’intero comprensorio, Taormina in testa. L’approdo di Naxos, per il quale è previsto un investimento di circa 50 milioni di euro – di cui 40 milioni in project financing – prevede infatti la creazione di 366 posti barca (221 da diporto, 112 per uso pubblico e 33 per la pesca), con la possibilità di scalo anche per navi da crociera e aliscafi, annessi servizi di ristoro e diversi punti commerciali. Un investimento importante e necessario, per aprirsi definitivamente al turismo da diporto, tanto cercato ma penalizzato dalla mancanza di infrastrutture: centinaia sono ogni anno le imbarcazioni costrette ad ancorare, provvisoriamente, a largo delle baie taorminesi, senza possibilità di sbarcare. Un’infrastruttura necessaria anche per potenziare il già forte turismo crocieristico, nel quale Naxos risulta già punto strategico di “toccata” (secondo i report del Sole 24Ore), con navi che ormeggiano a largo e organizzano i transfer per raggiungere Taormina.

Si attendono adesso le mosse del Comune di Giardini, per tentare di salvare il salvabile. Da un lato ci sarebbe l’interesse di altre ditte – come le campane Arechi e D’Agostino – nel sostituirsi alla Tecnis in veste di general contractor, ma ciò allungherebbe ulteriormente i tempi. Si punterebbe invece, d’accordo con la ditta catanese e l’amministratore giudiziario, a scindere il ruolo della Marina di Naxos Srl, come società preposta alla realizzazione del porticciolo, per accorciare i tempi e avviarsi ai lavori.

Taormina vigila dall’alto, speranzosa che si arrivi a una soluzione favorevole dalla quale anch’essa possa trarne beneficio.

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