È in fase di sviluppo protocollare il progetto transfrontaliero Way Together – Walking and Yachting Together, cofinanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Malta e dal Fondo europeo di sviluppo regionale, nato e presentato lo scorso ottobre alla Cittadella dell’Oasi di Troina. Il progetto mira alla creazione di un turismo naturalistico sostenibile e inclusivo attraverso percorsi dedicati agli utenti con disabilità intellettiva lieve/media e disturbi del neurosviluppo, coinvolgendo famiglie, caregiver, associazioni, operatori turistici e servizi sociosanitari. Tutto ciò divenendo inoltre strumento di sviluppo economico e attuando il pilastro europeo dei diritti sociali.
Attività naturalistiche in Sicilia e Malta
Le attività naturalistiche ed esperienziali si svilupperanno sul territorio siciliano presso il bosco dei Nebrodi tra Cesarò e Troina; sul territorio maltese invece in ambiente marino. In attesa della partenza dell’attività pilota è ora in essere la validazione dei criteri di inclusione. Fase delicatissima alla quale si dedica l’Università degli studi di Catania grazie al coordinamento della professoressa Manuela Pennisi, docente ordinaria di Scienze delle professioni sanitarie e della riabilitazione, e del professore Giuseppe Lanza, docente ordinario di Scienze tecniche mediche e chirurgiche avanzate.
“L’impatto per la Sicilia – spiega Manuela Pennisi – sarà estremamente positivo in quanto favorirebbe una forma di turismo più inclusivo e più attento alle esigenze degli utenti con disabilità di tipo intellettivo. Con la concretizzazione dell’attività pilota di Way Together, la Sicilia sarebbe dunque la regione in Italia più attenta ai profili informativi – per rendere edotti sia gli utenti che le famiglie – nonché alla parte operativa di studio del territorio, delle infrastrutture e dei trasferimenti ritagliati ad hoc per questo tipo di utenti. All’attuale vi sono una serie di figure professionali coinvolte tra cui psicologi, terapisti occupazionali, chinesiologi, atte a valutare le barriere architettoniche, ambientali, cognitive e sensoriali, nonché l’utilità di questo tipo di attività. Non si tratta infatti solo di turismo ricreativo ma anche riabilitativo”.
Way Together: modello pioniere per la Sicilia
Way Together è un progetto che può definirsi pioniere per la regione siciliana, ciò rende i protocolli di validazione ancora più impegnativi e significativi in quanto possono essere considerati la costruzione di un primo modello apripista avente le potenzialità per essere adottato in tutte le aree naturalistiche come riserve naturali, parchi e aree marine protette presenti in Sicilia. “La creazione dei protocolli è pensata per poter essere replicabile in altri ambienti – conclude Pennisi –. Non escludiamo che in un futuro questa tipologia di percorsi possa intrecciarsi con quelli dei normodotati”.
Oltre all’esperienza escursionistica, il progetto riguarderà anche l’interazione con gli animali attraverso l’intervento del professore ed etologo Michele Panzera dell’Università degli studi di Messina. Grazie a Panzera, gli utenti avranno l’opportunità di interagire da terra con specifici asini selezionati per attività di pet therapy a scopi terapeutici, educativi e riabilitativi.
Partner e collaborazioni scientifiche
Partner del progetto – oltre le Università di Catania e Messina – sono l’Azienda speciale silvo-pastorale del Comune di Troina, I Corrieri dell’Oasi e i partner maltesi Inspire e Yachting Malta Ltd. Coinvolto nel progetto anche il naturalista Carmelo Nicoloso, componente del Centro studi formazione nazionale Lagap, nonché location manager esperto di attività naturalistiche dedicate ai diversamente abili. “Durante le attività e i laboratori per utenti di questo tipo – racconta Nicoloso – ho imparato ad entrare nella semplicità del rapporto tra la guida e l’utente, ascoltare e leggere empaticamente”.
Sfida educativa e sociale del progetto
“La sfida del progetto Way Together – spiega Nicoloso – sarà quella di saper rendere queste persone presenti e attive verso un’esperienza di gruppo ad alto impatto emotivo. Tutte le tecniche di team building diventano strategiche e indispensabili. La famiglia risulta fondamentale poiché è l’elemento che aiuta ad avvicinare la guida all’utente fragile, svolgendo il ruolo di bridge nella comunicazione e nella relazione, facendo percepire la guida come figura di fiducia”.

