Milano, 9 gen. (askanews) – I trend che caratterizzeranno il mondo del vino e degli spirits nel 2026 si muovono tra una crescita moderata dei consumi, un ripensamento degli stili produttivi e una maggiore attenzione alla sostenibilità. A delineare questo scenario è Proposta Vini, tra le principali aziende italiane della distribuzione beverage, che presenterà il Catalogo 2026 dal 17 al 19 gennaio negli spazi della Stazione Leopolda di Firenze, portando in degustazione e approfondimento un portafoglio di circa 4mila referenze wine e 600 referenze spirits.
Secondo Gianpaolo Girardi, fondatore dell’azienda con sede a Pergine Valsugana (Trento), il 2025 ha sostanzialmente ricalcato l’andamento dell’anno precedente e si è chiuso con un leggero aumento di fatturato pari all’1%. Lo scenario per il 2026, ha spiegato, si prospetta in moderata crescita, pur all’interno di un contesto di mercato che resta complesso e in continua evoluzione.
Nel segmento delle bollicine, lo Champagne ha confermato anche nel 2025 il calo delle etichette di fascia più alta già registrato nel 2024, una tendenza che, secondo le analisi di Proposta Vini, non è destinata a invertirsi nel corso del 2026. Per quanto riguarda i vini rossi, nel 2025 si è assistito a un rallentamento del calo dei consumi e a una fase di stabilizzazione che potrebbe, dopo un periodo di assestamento, aprire la strada a una futura inversione di tendenza. Resta invece strutturale, soprattutto nel canale Horeca, la contrazione dei consumi dei grandi rossi come i Supertuscan e i grandi tagli bordolesi, penalizzati sia dai livelli di prezzo sia da gradazioni alcoliche che incontrano sempre meno i gusti del pubblico.
L’interesse verso i vini naturali continua a essere elevato, ma con un’evoluzione nell’approccio dei consumatori. L’attenzione si concentra sempre di più sugli aspetti gustativi e sulla qualità complessiva, privilegiando vini che non presentino difetti. Una sensibilità che resta fortemente legata al tema della salute e a una crescente attenzione per il rispetto dell’ambiente.
“Da decenni il mondo del vino sta assistendo a una progressiva e continua diminuzione del consumo pro capite. Non si registrano cali sensibili nella ristorazione e nell’hotellerie e, purtroppo, come è sempre stato, i giovani prediligono altre bevande. Finalmente si comincia a raccontare il vino attraverso la sua dimensione storico-culturale, la sua appartenenza al territorio e il suo legame con la cucina” ha affermato Girardi, auspicando per questo “che il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Unesco contribuisca a incentivare il consumo di vino, promuovendolo come elemento fondamentale della storia di un territorio, e a valorizzare i prodotti di natura artigianale e i tanti vitigni storici che caratterizzano il nostro Paese”.
Sul fronte degli spirits, a delineare i trend dei prossimi mesi è Antonio Beneforti, selezionatore di Proposta Spirits, la divisione dedicata al mondo dei distillati e dei liquori che nel 2025 ha registrato una crescita delle vendite del 34%. Tra le principali scommesse per il 2026 emerge il Vermouth, prodotto tradizionale italiano che negli ultimi anni ha conosciuto un forte sviluppo e che viene visto come un punto di incontro tra liquoristica ed enologia. Riproposto come aperitivo nella versione classica torinese del Vermuttino, con soda e scorza di agrumi, oppure in chiave più moderna con la tonica, il Vermouth è destinato a rafforzare la propria presenza nella ristorazione non solo durante l’aperitivo ma anche come alternativa al vino da dessert, grazie al suo carattere speziato.
Il gin continua a essere protagonista del mercato, con una crescita a doppia cifra che nel 2025 ha trainato la produzione, mentre si è osservato un calo di attenzione verso gli spritz, a favore di cocktail considerati più attuali come il gin tonic. Secondo l’analisi di Proposta Spirits, il mercato sembra essere arrivato a una fase di saturazione, caratterizzata dalla presenza di numerosi brand, e potrebbe andare incontro a una selezione naturale che premierà i produttori in grado di raccontare in modo più solido tradizione e territorio.
Nel segmento dell’after dinner, l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada e il clima di forte attenzione che lo ha accompagnato nella prima parte del 2025 hanno inciso negativamente sui consumi, coinvolgendo in particolare gli amari, nonostante la ricca tradizione produttiva italiana. Segnali più positivi arrivano invece dai cosiddetti brown spirits, come rum, whisky, brandy e cognac, i cui estimatori sono in crescita e che stanno trovando spazio crescente nelle drink list di locali e ristoranti.
A completare il quadro dei trend emerge il tema della sostenibilità. Dopo un primo interesse manifestato nel 2024, il 2025 ha segnato un cambio di passo significativo, con una sensibilità sempre più diffusa che, secondo le previsioni, proseguirà anche nel 2026. Sempre più locali hanno iniziato a proporre cocktail list basate esclusivamente su prodotti sostenibili o ad attivare iniziative sociali e ambientali ispirate alle scelte dei produttori.
Proposta Vini è stata fondata nel 1984 con l’idea di creare un’azienda di distribuzione capace di costruire un filo diretto tra i vignaioli e il canale Horeca. Le Cantine in catalogo, selezionate per “qualità, artigianalità e legame con la tradizione contadina”, sono oggi 417, di cui 258 italiane e 159 straniere. Nel 2021 è nata Proposta Spirits, una selezione dedicata a 100 realtà artigianali italiane e straniere del mondo della distillazione. Il fatturato dell’azienda, attiva anche all’estero, ha superato nel 2024 i 28 milioni di euro, con oltre 2,8 milioni di bottiglie vendute.

