Roma, 20 gen. (askanews) – Dopo il +8,33% ottenuto sul 2023, le pre-omologazioni di cosce fresche destinate a diventare Prosciutto Veneto DOP nel corso dell’anno sono aumentate del 14,85%, attestandosi a 67.649 unità. Il risultato è stato ottenuto da sole sette aziende, spiega il Consorzio, due a dimensione industriale e cinque artigianali, sulle nove attualmente aderenti al Consorzio e che rappresentano il 100% dei produttori autorizzati e della produzione tutelata.
L’incognita per il 2026 riguarda però la capacità dei prosciuttifici di riuscire a vendere il prodotto stagionato ad un prezzo rapportato al costo della materia prima introdotta nei 18 mesi precedenti che aveva raggiunto una soglia estremamente preoccupante per la tenuta del comparto della trasformazione delle carni suine. Capacità dei prosciuttifici che, spiega il Consorzio in una nota, deve però fare i conti ancora con l’aspetto inflattivo che continua a limare il potere d’acquisto dei consumatori e con l’indisponibilità conseguente della GDO ad accettare adeguamenti anche minimi ai listini.
Entro la prossima primavera il Consorzio annuncia anche che presenterà un importante pacchetto di investimenti in promozione che copriranno la seconda metà del 2026 e tutto il 2027.

