Una telefonata a tre, tra il primo ministro britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz per discutere sulla protezione delle navi che passano attraverso lo Stretto di Hormuz
Nel darne notizia, un portavoce di Downing Street ha affermato che Londra “sta lavorando con i suoi alleati su una serie di opzioni per sostenere la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz man mano che il quadro delle minacce si evolve”.
Una frase che doveva servire a spiegare il senso del comunicato del governo britannico, laddove si afferma che Meloni, Merz e Starmer hanno concordato sulla “vitale importanza della libertà di navigazione” nello Stretto e “hanno concordato di lavorare insieme a stretto contatto nei prossimi giorni dinanzi alle minacce iraniane”. Ma che sarebbe stata interpretata come l’apertura a una ‘scorta navale’ a protezione dei mercantili che in questi giorni non riescono ad attraversare Hormuz a causa della guerra.
“Opzione non praticabile in questa fase”
Come riportato da Adnkronos, “Non è un’opzione praticabile in questa fase“, sottolineando il rischio che una missione del genere diventi una sorta di ‘pull factor’ per attacchi alle navi, trasformate in bersagli per gli iraniani. Un avvertimento agli europei che arriva anche dai Paesi del Golfo, come emerge dai continui contatti del governo italiano con i suoi interlocutori nella regione.
Nel corso della telefonata di ieri sera, ha riferito Downing Street, Starmer ha inoltre aggiornato gli altri due leader “sulle misure difensive in corso adottate dal Regno Unito nella regione negli ultimi giorni, a sostegno dei partner nel Golfo”. I tre hanno sottolineato “la necessità di una cooperazione continua di fronte alla situazione in escalation e hanno concordato di rimanere in stretto contatto nei prossimi giorni”.
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