Milano, 25 giu. (askanews) – La Provincia di Trento ha approvato il bando per la campagna vitivinicola 2026/2027 destinato alla ristrutturazione e alla riconversione dei vigneti, mettendo a disposizione 1,45 milioni di euro e introducendo una serie di semplificazioni amministrative rivolte alle aziende. Il provvedimento, adottato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, punta a favorire il rinnovo degli impianti, rafforzare la competitività del comparto e sostenere una viticoltura attenta agli equilibri economici, ambientali e sociali.
Il bando interviene su uno dei nodi più sensibili per il settore: la possibilità di ammodernare i vigneti riducendo al tempo stesso il peso burocratico delle procedure. Tra le novità figurano una gestione più snella delle varianti in corso d’opera e un aggiornamento della documentazione da allegare alle domande, con l’obiettivo di alleggerire gli adempimenti a carico dei beneficiari.
“Vogliamo dare un segnale forte e concreto al comparto vitivinicolo trentino – ha sottolineato Zanotelli – la vera sfida di oggi è saper coniugare la crescita economica delle aziende con una reale sostenibilità ambientale e sociale. Per farlo, abbiamo ascoltato le esigenze dei produttori introducendo importanti semplificazioni burocratiche, come una gestione più agile delle varianti in corso d’opera, che riducono gli oneri a carico delle imprese. Allo stesso tempo, continuiamo a valorizzare la nostra specificità territoriale – ha continuato l’assessore – da un lato sosteniamo la viticoltura eroica di montagna, prevedendo contributi maggiori per chi lavora su terreni in forte pendenza, e dall’altro investiamo sulla biodiversità attraverso il rinnovo e la tutela di vitigni storici e autoctoni come la Nosiola”.
L’intervento è previsto dall’articolo 46 della legge provinciale 4 del 2003 e viene presentato come uno strumento per aiutare il settore a rispondere ai cambiamenti del mercato e a diffondere tecniche di gestione più razionali, con una tutela prioritaria per la viticoltura nelle aree di maggiore valore paesaggistico o più sensibili sotto il profilo ambientale.
Per ciascuna domanda è fissato un limite massimo di spesa ammissibile pari a 100mila euro, con un contributo concedibile del 50% e quindi fino a 50mila euro. Restano ammissibili gli interventi di riconversione varietale e di ristrutturazione, sia attraverso il cambio del sesto d’impianto sia con la ricollocazione del vigneto. Il provvedimento chiarisce inoltre la possibilità di eseguire i lavori utilizzando anche le autorizzazioni per reimpianto anticipato.
Un capitolo specifico riguarda la tutela dei vitigni autoctoni. Viene infatti confermata l’azione finanziata in regime de minimis per le varietà a rischio di erosione genetica, come la Nosiola. In questi casi la superficie minima d’intervento scende a 1.000 metri quadrati e viene prevista la possibilità di mantenere invariati i sesti d’impianto e le forme di allevamento tradizionali, con l’obiettivo di conservarne le caratteristiche qualitative.
Particolare attenzione è riservata anche alla viticoltura di montagna. I costi standard utilizzati per calcolare il contributo tengono conto delle specificità del territorio trentino e risultano più elevati per i vigneti situati in aree con pendenza media superiore al 15% e al 30%. È su questo punto che la Provincia concentra una parte importante del sostegno, riconoscendo il maggiore costo produttivo della viticoltura eroica.
Le domande per la campagna 2026/2027 potranno essere presentate dal lunedì successivo all’approvazione del provvedimento fino alle 12 dell’11 settembre 2026. La procedura dovrà avvenire esclusivamente in modalità telematica e le richieste dovranno essere firmate digitalmente dal richiedente, pena l’irricevibilità. La domanda di pagamento a saldo dovrà invece essere inoltrata entro il 31 dicembre 2027.

