Pubblicare asta di evidenza europea Basta discariche: subito 11 termocombustori - QdS

Pubblicare asta di evidenza europea Basta discariche: subito 11 termocombustori

Carlo Alberto Tregua

Pubblicare asta di evidenza europea Basta discariche: subito 11 termocombustori

sabato 18 Gennaio 2020 - 00:00

La spazzatura sommerge la Sicilia. Due virgola due milioni di tonnellate l’anno si aggiungono a decine di milioni di tonnellate già stivate nelle discariche a cielo aperto. Il danno che si è creato è enorme e non è facile trovarvi soluzione.
Il territorio è fortemente danneggiato, anche se per fortuna il vento del mare aiuta il dissolvimento dei fetidi odori delle deprecabili citate discariche. Anche il sottosuolo è fortemente danneggiato dal percolato, che per decine di anni non potrà essere recuperato.
Il danno è progressivo. Di fronte a esso i Governi regionali degli ultimi trent’anni sono rimasti impotenti contro la lobby delle discariche dietro cui si ammanta l’ombra di affarismi anche non del tutto leciti.
Risulta incomprensibile come i presidenti della Regione, eletti dal popolo – da Cuffaro a Musumeci, passando per Lombardo e Crocetta – non abbiano affrontato di petto il problema trovandovi l’unica soluzione possibile.

Dall’Umbria in sù il problema dei rifiuti stivati all’aria aperta non esiste, perché essi vengono utilizzati come carburante utile alla macchina industriale che produce, lo ripetiamo per l’ennesima volta, biocherosene, biodiesel, energia, prodotti per sottoasfalto e per l’agricoltura.
Qualche mese fa è stato inaugurato l’ultimo di questi impianti, di cui abbiamo più volte pubblicato la foto, a Copenaghen. Una struttura d’avanguardia, sul cui tetto è addirittura possibile sciare, che non produce inquinamento né cattivi odori e nemmeno molesti rumori.
Ripetiamo ancora che la Legge 165/2014 del Governo Renzi ha inserito l’obbligo, per ogni regione, di avere almeno due termovalorizzatori, definizione che con l’aggiornamento tecnologico ora è diventata termocombustori.
In cinque anni, i Governi della Sicilia hanno ignorato tale prescrizione, subendo la deleteria stratificazione nelle discariche di oltre dieci milioni di tonnellate.
Di fronte a questo disastro, che colpisce duramente i cittadini i quali si trovano in prossimità delle discariche, ancora oggi il Governo presieduto da Nello Musumeci resta inattivo, per quanto abbia fatto un’ulteriore apertura verso i moderni impianti prima indicati, peraltro riportata nel nostro Forum pubblicato il 13 luglio scorso.
L’attuale ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, si è dichiarato contrario a quei moderni impianti. Ma così facendo si è messo fuorilegge, nel senso che non applica il dettato della norma prima richiamata.
Il presidente Musumeci non si faccia fermare da un comportamento illegale del ministro. Proceda rapidamente a pubblicare bandi europei di evidenza pubblica per un’asta cui parteciperebbero decine di imprese che costruiscono i termocombustori.
Abbiamo più volte pubblicato i macrodati di questi impianti: per un trattamento completo di circa duecentomila tonnellate l’anno, uno di essi costa intorno ai duecentocinquanta milioni di euro, interamente finanziato in project financing. Occorrono cento/centoventi persone per costruirlo e altrettante per gestirlo. L’impresa che si aggiudica l’appalto diventa concessionaria del servizio per trent’anni e produce un utile stimato intorno ai tre milioni di euro, generatore d’imposte.

Questi sono i dati alla grossa. Resta la questione dei terreni su cui costruire gli impianti. La soluzione è semplice, perché la Regione detiene undici aree industriali che si sono desertificate. Gli undici impianti possono essere costruiti proprio in quelle aree, che così verrebbero vivificate e in parte ripopolate.
Avanti, presidente Musumeci. Un atto decisivo di coraggio per risolvere la questione dei rifiuti in Sicilia, come è stata risolta in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e in tutte le regioni che funzionano.
In quanto al contrasto ideologico, illegale e incompetente dell’attuale ministro ai moderni termocombustori, mettiamolo alla prova da un punto di vista della legittimità del suo rifiuto. Vogliamo vedere se la Corte Costituzionale o i Tribunali cui la Regione dovrebbe adire in conseguenza del diniego gli daranno ragione. Ma c’è di più: Lei, presidente Musumeci, dovrebbe andare nelle tv nazionali e bersagliare i social media per chiedere all’opinione pubblica se è possibile un differente trattamento tra Regioni del Nord e la Sicilia.
Basta discriminazioni, ora occorre usare gli attributi mentali e agire prontamente. L’inazione è degli incapaci.

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