Home » Askanews » Pulsar: primo Festival Stem che riunisce istituzioni, scienza e spettacolo

Pulsar: primo Festival Stem che riunisce istituzioni, scienza e spettacolo

Pulsar: primo Festival Stem che riunisce istituzioni, scienza e spettacolo

Alla presenza dei ministri Valditara e Bernini

Roma, 11 mar. (askanews) – Un’apertura da tutto esaurito con l’evento di lancio di “PULSAR – Festival delle STEM 2026”, il progetto nato da un’idea di iliad e realizzato da Open per avvicinare le nuove generazioni alle discipline scientifiche e accendere curiosità, talento e nuove vocazioni. Le discipline STEM sono fondamentali per il nostro futuro e la rassegna punta a riportarle in primo piano: per la prima volta, iliad e OPEN hanno tradotto questo impegno in un vero e proprio festival, in grado di coinvolgere giovani, istituzioni, accademia e comunità locali attraversando l’Italia da Nord a Sud. Un festival pensato per irradiare passione, idee e innovazione, proprio come una pulsar diffonde la sua luce.

La prima tappa è stata ospitata ieri negli spazi del Museo dell’Ara Pacis e patrocinata dal Comune di Roma, riunendo studenti, istituzioni, accademici, professionisti, media e appassionati di innovazione. Una partecipazione che conferma il forte bisogno di spazi di confronto su innovazione e competenze STEM, in preparazione e risposta alle sfide del futuro.

Nel corso del pomeriggio di ieri, l’Ara Pacis si è trasformata in un luogo di incontro tra scienza, istituzioni, imprese e cultura, con interventi e momenti di confronto dedicati al futuro delle competenze scientifiche e al ruolo delle nuove generazioni nel guidare l’innovazione. Una conversazione che, per la prima volta, ha riunito sullo stesso palco mondi diversi, mostrando quanto sia importante affrontare il tema delle STEM attraverso linguaggi e prospettive differenti, in grado di coinvolgere un pubblico ampio e variegato.

Ad aprire la giornata il panel “Verso lo spazio – voci di una nuova generazione di astronauti”, con gli astronauti Anthea Comellini e Andrea Patassa (European Space Agency), che hanno raccontato la propria esperienza e il valore della ricerca scientifica per affrontare le grandi sfide globali.

“Penso ci sia una narrativa sbagliata sulle donne nella professione da astronauta. Spesso si portano avanti dei modelli che hanno un’eccezionalità e il messaggio che passa è che “per riuscirci devi essere straordinaria”, ma non è così. Chiunque ce la può fare.” ha commentato l’astronauta Anthea Comellini.

“Le STEM mi hanno sempre appassionato perché rispondono alle domande che ci facciamo tutti i giorni. Guardando al futuro, non dobbiamo vedere l’intelligenza artificiale come qualcosa che sarà in grado di sostituirci, ma come uno strumento. Ci permetterà di fare cose che ora non possiamo fare” ha dichiarato l’astronauta Andrea Patassa.

A seguire il dibattito “Talenti e competenze di domani”, un confronto dedicato alle trasformazioni del mondo del lavoro e della formazione con Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria e CEO di Orienta, Rosario Rasizza CEO di OpenJob Metis, Andrea Malacrida CEO di Ali Lavoro, Laura Di Raimondo, Direttore Generale Asstel. Dal confronto è emersa con forza la necessità di rafforzare il dialogo tra scuola, università e imprese, per preparare le nuove generazioni alle sfide tecnologiche dei prossimi anni.

“Il gap di genere nelle materie STEM ha conseguenze importanti, perché in questo modo mancano delle vere role model per i giovani. Si tratta di una sfida anche per le stesse famiglie e sta a tutti noi fare un vero e proprio salto culturale. Le donne troppo spesso rischiano di essere limitate a professioni al di fuori dell’ambito STEM.” ha dichiarato Giuseppe Biazzo, Presidente di Unindustria e CEO di Orienta.

“Oggi sulle materie Stem i numeri ci parlano di stereotipi di genere anacronistici rispetto ai bisogni reali che abbiamo sul mercato”, ha commentato Andrea Malacrida, CEO di Ali Lavoro.

Secondo Rosario Rasizza, CEO di OpenJob Metis, “Le materie Stem sono più attrattive in questo momento, noi abbiamo tante posizioni aperte eppure non riusciamo a trovare quelle figure”.

“Investire nelle competenze STEM significa rafforzare il futuro digitale e la competitività del Paese. È strategica la necessità di rafforzare il dialogo tra imprese, scuola, università e Academy per orientare le nuove generazioni verso percorsi scientifici e tecnologici.” ha sottolineato Laura Di Raimondo, Direttore Generale di Asstel, “La filiera delle telecomunicazioni ha la responsabilità di raccontare e rendere visibili le opportunità professionali offerte dall’innovazione in ambito tech. Iniziative come il festival PULSAR aiutano giovani e studentesse a immaginare nuovi percorsi e ad avvicinarsi alla scienza e al digitale. Fondamentale è rendere la tecnologia comprensibile e concreta per stimolare curiosità e partecipazione.”.

Grande attenzione anche al tema della parità di genere nelle discipline scientifiche, con il panel “STEM, arrivano le ragazze!” grazie ai contributi di Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza Università di Roma, Giovanna Spatari, Rettrice dell’Università di Messina e coordinatrice della commissione Tematiche di genere del CRUI e Claudia Pratelli, Assessora alla Scuola del Comune di Roma. Una conversazione che intende mettere in primo piano l’importanza di rendere le STEM sempre più accessibili e inclusive, valorizzando il talento femminile e abbattendo le barriere che spesso ostacolano la partecipazione delle donne al settore STEM.

“Per promuovere la diffusione delle STEM è indispensabile agire anche sui più piccoli: ad esempio, lavorare con le scuole prima delle superiori, promuovere gare femminili di matematica, portare avanti azioni che non si limitino alle sole giornate di orientamento.”, ha commentato Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza, Università di Roma.

Il pomeriggio è proseguito con un confronto tra istituzioni e imprese sul ruolo della formazione scientifica nel futuro dell’Italia insieme a Benedetto Levi, Amministratore delegato di iliad Italia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, richiamando l’importanza di iniziative capaci di avvicinare i giovani alle discipline STEM e di rafforzare l’ecosistema dell’innovazione in Italia.

“Le STEM giocano un ruolo centrale in una società sempre più governata dall’Intelligenza Artificiale e dalle nuove tecnologie. Grazie al contributo straordinario dei docenti, negli ultimi anni abbiamo raggiunto risultati straordinari nella diffusione delle STEM.”, ha dichiarato Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito. “Abbiamo investito due miliardi e cento milioni di euro per la digitalizzazione delle scuole e avviato riforme importanti per rafforzare l’insegnamento della matematica e delle STEM. Lavoriamo affinché il Paese possa crescere e conquistare il futuro grazie alla scuola, offrendo ai nostri giovani la possibilità di realizzare appieno i propri talenti e azzerando le differenze di genere”.

“Per troppo tempo si è pensato che le materie scientifiche non fossero adatte alle donne, ma si tratta di un pregiudizio da superare. Per ridurre questo divario, abbiamo rafforzato le borse di studio per le studentesse STEM e proposto programmi di orientamento per avvicinare le ragazze alle materie scientifiche.”, ha dichiarato Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca. “Il Ministero sta lavorando per ridurre il mismatch tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Servono più laureati nelle materie scientifiche, perché le imprese cercheranno sempre più profili STEM – più velocemente di quanto il sistema riesca a formarli”.