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Quando l’appartamento proviene da una donazione

Sebastiano Attardi

Quando l’appartamento proviene da una donazione

martedì 27 Ottobre 2020 - 00:00
Quando l’appartamento proviene da una donazione

Occorre fare un'indagine prima dell’acquisto di un appartamento

Quando si acquista un appartamento occorre, prima di stipulare il relativo atto, che il notaio rogante accerti, preventivamente, se detto appartamento – che dovrà essere poi trasferito all’acquirente – provenga, oppure no, da una precedente donazione che è stata effettuata, durante la vita, da un soggetto che poi, morendo, abbia lascato degli eredi legittimi.

Detta indagine è necessaria che venga eseguita prima dell’acquisto. Infatti, entro il termine di dieci anni, l’eventuale erede legittimario – che abbia ricevuto in eredità una quota inferiore rispetto a quella spettante all’altro coerede – e ciò a causa di una di una donazione fatta in precedenza dal “de cuius” a favore di quest’ultimo – può impugnare la donazione mediante l’azione di riduzione. Invero, il nostro ordinamento assicura agli eredi legittimari – che sono i parenti in linea retta e non collaterale – appunto l’azione di riduzione. Essa verrà esperita nei confronti del donatario che in precedenza ha ricevuto la donazione dal de cuius.

Infatti, con la donazione, il donatario s’ è avvantaggiato di una quota maggiore di eredità rispetto a quella che gli spetta per legge, con la conseguenza che egli dovrà restituire – alla massa ereditaria – o l’immobile ricevuto in donazione, oppure il suo corrispondente valore venale nel caso in cui lo stesso sia stato nel frattempo venduto. Ciò premesso, va qui anche detto che una nuova legge (la n. 80/2005) – che è quindi successiva all’emanazione del codice civile del 1942 – prevede che passati venti anni, dalla data della ricevuta donazione, non ci possono essere più opposizioni alla donazione.

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