Pensioni febbraio 2023: per chi slitta l'aumento, cosa è successo

Pensione febbraio 2023: il calendario dei pagamenti

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Pensione febbraio 2023: il calendario dei pagamenti

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mercoledì 25 Gennaio 2023 - 08:58

La rivalutazione rinviata a marzo. L'Inps non è riuscito a fare prima i conteggi per inserire gli incrementi ridotti già a gennaio, e non riuscirà neanche questo mese

Brutte notizie sulle pensioni di febbraio 2023.

I pensionati con assegni da 1.500 euro netti mensili in su non solo hanno avuto un drastico taglio della rivalutazione, che si porteranno dietro per tutta la vita, ma riceveranno l’aumento tagliato solo a marzo. Come dire: oltre al danno, anche la beffa.

Perché non arriva l’aumento

L’Inps, infatti, non è riuscito a fare prima i conteggi per inserire gli incrementi ridotti già a gennaio, ma non riuscirà a farlo neanche per febbraio.

Quando arriva l’aumento della pensione

Dunque, solo a marzo sarà possibile erogare i nuovi importi della pensione, ma nel cedolino saranno inseriti anche gli arretrati di gennaio e febbraio.

A mettere nero su bianco la conferma di quello che si temeva è, del resto, direttamente l’Istituto di previdenza che, però, sottolinea come sia un risultato essere riusciti a pagare da gennaio gli aumenti per gli assegni inferiori alla cifra indicata.

In cosa consiste la rivalutazione delle pensioni

“Dal 1° gennaio – spiegano – l’Inps ha provveduto ad attribuire la rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali nella misura del 100% a tutti gli utenti che abbiano ottenuto in pagamento, nell’anno 2022, rate di pensione per un importo inferiore o uguale a 2.101,52 euro (quattro volte il trattamento minimo).

Per tutti gli altri pensionati, nel mese di marzo 2023, l’Inps procederà ad attribuire la perequazione in percentuale in base all’importo annuale in pagamento, come previsto dall’art. 1 comma 309 della legge di bilancio.

Nel mese di marzo saranno inoltre posti in pagamento anche gli arretrati riferiti ai mesi di gennaio e febbraio 2023″.

La stretta drastica sulle rivalutazioni, con una vera roulette tra percentuali, scaglioni e importi, è la principale novità per gli assegni dei pensionati scattata dal primo gennaio. E se da un lato i trattamenti minimi potranno contare su un super-adeguamento del 120 per cento (e ancora più elevato per gli over-75), coloro che ricevono più di 2.100 euro lordi mensili dovranno fare i conti con un mancato incremento che cresce al crescere dell’importo.

Fino a raggiungere cifre significative che, cumulandosi, possono arrivare, secondo le stime del centro studi Itinerari previdenziali, anche a perdite di 13 mila euro in dieci anni per chi sta sopra i 2.500 euro o addirittura a meno 69.000 per chi sta intorno ai 5.000 euro lordi mensili. Da qui al 2033. Al taglio si aggiunge, come si temeva, anche il rinvio a marzo del pagamento degli aumenti previsti, arretrati compresi.

Pensioni febbraio 2023, quando arriva il pagamento del cedolino e cosa sapere

Intanto, chi ha l’accredito sul conto corrente, vedrà l’importo della pensione già dal 1° febbraio.

Tutti gli altri possono recarsi negli uffici postali dall’1 al 7 del mese, a seconda dell’iniziale del cognome. possono prelevare la somma i cognomi:

  • Mercoledì 1 febbraio dalla A alla B;
  • giovedì 2 febbraio dalla C alla D;
  • venerdì 3 febbraio dalla E alla K;
  • sabato 4 febbraio, solo la mattina, dalla L alla O;
  • lunedì 6 febbraio dalla P alla R;
  • martedì 7 febbraio dalla S alla Z.

Niente aumenti quindi, anzi, in alcuni casi l’importo della pensione di febbraio 2023 potrebbe risultare addirittura inferiore per l’eventuale presenza di conguagli IRPEF, nel caso in cui le ritenute 2022 siano state applicate in misura inferiore rispetto al dovuto su base annua, dunque con conguaglio di gennaio rinviato a febbraio

Alcuni pensionati riceveranno un importo più basso nella pensione di febbraio anche perché scontano l’imposta sull’anticipo della perequazione fruito a fine 2022. Se nel cedolino pensione di febbraio è presente la dicitura “Differenza Imponibile PRQ. Anno X”, l’importo risulta ridotto a fronte della trattenuta effettuata sulle pensioni per conguaglio a debito di perequazione. L’anticipo della perequazione, negli ultimi mesi del 2022, è stato ricevuto dai pensionati titolari di pensioni inferiori ai 2.692 euro lordi. A questi oggi non spetta l’aumento per intero, avendo già ricevuto l’anticipo del 2%, perciò dagli importi rivalutati delle pensioni, vengono sottratti gli anticipi già goduti.

Come controllare gli importi del cedolino

Per controllare gli importi del cedolino basta andare sul sito dell’Inps, accedere alla propria pagina personale con SPID, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi, andare nella sezione cedolini o inserire nella barra di ricerca la parola “cedolino”, selezionare l’ultimo cedolino relativo al mese di febbraio 2023.

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