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Quando la Pubblica amministrazione vessa i cittadini

Quando la Pubblica amministrazione vessa i cittadini

Leggi 241/90, 445/00, 183/2011

Nonostante l’evoluzione dei tempi, l’ingresso prepotente dell’Intelligenza Artificiale (che intelligente non è), gli enormi progressi tecnologici, nonostante tutto ciò, la Pubblica amministrazione italiana, a livello centrale, regionale e locale, continua a restare attestata sui comportamenti dello scorso secolo, come se tutto il progresso sopra descritto non fosse intervenuto. Per cui ritiene che cittadini e imprese siano subordinati e continua, nella sua somma pigrizia, a chiedere, chiedere e chiedere documenti, certificati e simili, come se non fosse capace di ottenerli direttamente.

Dirigenti e dipendenti della Pubblica amministrazione non hanno ben letto la legge 241/90, la quale ha innovato fortemente i suoi rapporti con cittadine e cittadini, indicando chiaramente che essi devono essere ispirati a criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza.

Con la sunnominata legge, i cittadini non devono più subire le vessazioni della Pa, ma si trovano in una condizione di parità, per cui rispondono alle richieste di documentazione, certificati e altro solo se la stessa Pa non è in condizione di ottenerli da tutte le altre amministrazioni. Va da sé che tutti i regolamenti statali, regionali e comunali sono subordinati alla legge 241/90, compreso il Testo unico degli enti locali (Tuel). Tra l’altro, tutti gli Enti pubblici devono rispettare i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), per cui i comuni debbono informare cittadine e cittadini dei loro diritti e di tutto ciò che concerne le prestazioni da effettuare. La stessa legge prevede il divieto di aggravamento, nel senso che non devono essere chiesti agli utenti documenti che i Comuni possono chiedere direttamente, per esempio, all’Anagrafe, al Catasto, all’Agenzia delle Entrate, all’Inps e ad altri Enti. Invece, incapaci e pigri funzionari continuano a vessare i cittadini chiedendo loro tali documenti, contravvenendo alla norma citata. Il Dpr 445/2000 prevede la cosiddetta Decertificazione, secondo cui i certificati non hanno valore fra privati e Pubblica amministrazione. Ma anche questa norma viene spesso ignorata dai pubblici dipendenti.

Decertificazione e articolo 18 legge 241/90: cosa possono eccepire i cittadini

Nonostante quanto precede, a cittadine e cittadini vengono fatte richieste di documentazione. Questi possono eccepire l’articolo 18 della legge 241/90 dicendo, appunto, che provvedano direttamente senza disturbare chi già paga le imposte.
Il guaio è che non vi sono sanzioni a carico dei funzionari che contravvengono alle norme citate, mentre, nelle loro note personali, dovrebbero essere segnati i comportamenti contrari alla legge, che si trasformano in prepotenze nei confronti della Comunità. Il divieto di aggravamento del procedimento amministrativo è tassativo e fanno male quei cittadini che non rispondono per le rime a funzionarie e funzionari inadempienti.
La verità è che gli Enti pubblici non fanno alcuna comunicazione istituzionale agli utenti, spiegandogli quali sono i loro doveri e i loro diritti. Insomma, una forma di educazione pubblica che sarebbe necessaria per mettere cittadini e istituzioni sullo stesso piano, in un rapporto corretto ed evidente.

Digitalizzazione, Pec e automatizzazione dei procedimenti amministrativi

Perché un funzionario chiede al cittadino quanti sono gli abitanti del proprio appartamento, mentre basta che schiacci un tasto per ottenere l’informazione immediata dall’Anagrafe? Perché una funzionaria chiede alla cittadina la superficie della propria abitazione, quando può appurare l’informazione direttamente dal Catasto? Perché un funzionario chiede l’età della cittadina o del cittadino ai fini di consentire la riduzione della Tari, quando, allo stesso modo, schiacciando un tasto può ottenere l’informazione dall’Anagrafe?
Insomma, bisogna fare un grosso passo in avanti per automatizzare tutti i procedimenti, tagliare i tempi morti e soprattutto comunicare con tutti quei cittadini che hanno la Pec per via digitale. Basta cartacce, raccomandate, notifiche non in via telematica.
Infine, tutto quanto precede è ulteriormente confermato dall’articolo 15 della legge 183/2011. La Pubblica amministrazione dev’essere amica e servente delle cittadine e dei cittadini, abbandonando comportamenti vessatori e prepotenti.