Confesercenti Sicilia interviene sul protocollo d’intesa siglato da Camera di Commercio Palermo, Enna e Comune di Palermo finalizzato alla rigenerazione urbana e sociale del quartiere Zen. L’obiettivo è quello di rafforzare il rapporto tra scuola, istituzioni e imprese e avvicinare i giovani alle opportunità del mondo del lavoro. Un percorso che punta a promuovere competenze digitali, orientamento professionale e percorsi di inclusione in una delle aree della città più segnate da fragilità economiche e sociali.
Chi ha aderito al progetto di rigenerazione
Al progetto hanno aderito numerose associazioni di categoria e rappresentanze del sistema produttivo, tra cui Confesercenti, Confcommercio, Ance, Confartigianato, Cna, Coldiretti, Confagricoltura e Legacoop Palermo, con l’obiettivo condiviso di estendere questa esperienza anche ad altri quartieri periferici. Il programma prevede moduli formativi sui mestieri del presente e del futuro, attività di coding, incontri con imprenditori e professionisti, visite aziendali e momenti strutturati di orientamento. È inoltre in programma la realizzazione di un’aula multimediale dotata di attrezzature digitali dedicate allo sviluppo delle competenze tecnologiche dei ragazzi.
Vittorio Messina: “Portare imprese e competenze allo Zen”
“La valenza sociale e culturale di questo progetto è straordinaria – sottolinea il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina – perché mette al centro i giovani, le loro aspirazioni e il loro diritto a immaginare un futuro diverso. Portare imprese, competenze e opportunità nel cuore di un quartiere come lo Zen significa investire nella coesione sociale e nella crescita dell’intera città. Come sistema produttivo abbiamo il dovere di essere presenti e di contribuire a costruire ponti tra formazione e lavoro, sostenendo percorsi che favoriscano inclusione, creatività e cittadinanza attiva”.
“Confesercenti Sicilia – conclude Vittorio Messina – conferma pieno sostegno all’iniziativa e ribadisce il proprio impegno a collaborare in modo stabile con istituzioni, scuole e imprese affinché il progetto diventi un modello replicabile in tutte le periferie urbane della regione”.
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