Roma, 13 gen. (askanews) – Gennaio è il mese dei nuovi inizi per definizione: il momento in cui il desiderio di cambiamento si fa più forte e le aspettative sul “nuovo anno, nuova vita” raggiungono il loro picco. Tuttavia, informa una nota, accanto all’entusiasmo, cresce anche la pressione a migliorarsi, a funzionare meglio nelle relazioni e a rispondere a standard sempre più elevati, spesso interiorizzati. Quanto questo slancio riesce davvero a tradursi in un benessere duraturo? Per rispondere a questa domanda e tracciare un bilancio del benessere psicologico in Italia, Unobravo, servizio di psicologia online e Società Benefit, ha condotto una vasta indagine raccogliendo le osservazioni di oltre 1.500 psicologi del proprio network. Ne emerge una fotografia chiara delle principali difficoltà che hanno caratterizzato il 2025 e che continueranno a incidere anche nel 2026.
Wrap-up 2025: relazioni fragili e autostima sotto pressione Il 2025 si è chiuso confermando una crescita significativa nella richiesta di supporto psicologico. Quasi due terzi dei professionisti (65%) hanno infatti percepito un aumento della domanda di terapia rispetto all’anno precedente. Analizzando i temi emersi più frequentemente in seduta, si osserva una netta prevalenza delle difficoltà di tipo interpersonale ed emotivo: il 64% dei terapeuti ha riscontrato soprattutto problematiche relazionali, seguite da ansia (60%) e da problemi legati all’autostima (38%). Non mancano, inoltre, fattori di stress esterni: la fatica genitoriale e le dinamiche familiari sono state segnalate dal 16% dei professionisti, mentre il 14% ha indicato precarietà, difficoltà o burnout in ambito lavorativo.
Buoni propositi: gennaio accende la motivazione, ma la frustrazione è dietro l’angolo. Gennaio si conferma come un mese ad alta spinta motivazionale. Più della metà dei terapeuti (58%) osserva infatti nei pazienti una motivazione più alta a iniziare un percorso psicologico proprio a inizio anno e addirittura il 10% ritiene che sia significativamente più alta in questo periodo. Questa energia è rivolta soprattutto alla sfera relazionale: secondo il 53% dei terapeuti, il proposito più frequente riguarda il miglioramento delle relazioni interpersonali o della gestione dei conflitti. Tuttavia, la definizione degli obiettivi rappresenta un nodo critico: il 40% dei professionisti li considera poco realistici. La tenuta nel tempo rimane una delle sfide principali. Oltre la metà dei terapeuti (51%) nota infatti che la motivazione tende a diminuire progressivamente dopo le prime settimane. A questo si aggiunge una forte pressione interna: il 56% osserva nei pazienti un senso di colpa o di urgenza legato al “dover migliorare” necessariamente a inizio anno, una dinamica che può rendere più difficile mantenere gli impegni presi con sé stessi.
“La spinta iniziale di gennaio è preziosa, ma la nostra esperienza clinica mette in luce un momento di particolare vulnerabilità,” commenta Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo. “Per molti pazienti già in terapia, il rientro dopo le festività rappresenta una fase di stabilità; per altri, invece, può coincidere con il rischio di un’interruzione del percorso terapeutico. Il passaggio dalla pausa alla ripresa delle responsabilità può mettere alla prova i percorsi in corso, rendendo fondamentale accompagnare le persone in questa fase di transizione e rafforzare la continuità del supporto.”
Le prospettive per il 2026 indicano una prosecuzione delle dinamiche osservate nel corso dell’ultimo anno. Quasi due terapeuti su tre (64%) ritengono che la domanda di terapia aumenterà moderatamente. Le principali aree di pressione individuate sono le difficoltà relazionali (58%), lo stress emotivo (44%), la solitudine e l’isolamento (44%) e lo stress legato al lavoro (34%). Nel complesso, i dati raccolti da Unobravo delineano uno scenario in cui il bisogno di supporto psicologico continua a crescere e a concentrarsi su aspetti profondamente legati alla qualità della vita quotidiana. Nel 2026, la sfida sarà accompagnare le persone nel trasformare l’impulso al cambiamento in percorsi più solidi e sostenibili, lavorando su relazioni più consapevoli, una migliore gestione dello stress emotivo e un contrasto efficace alla solitudine. In questo contesto, la terapia può diventare un punto di riferimento stabile, capace di sostenere il benessere nel tempo e non solo nei momenti di maggiore difficoltà.

