Home » L’approfondimento » In quattro regioni il 50% dei turisti del Paese La Sicilia fa segnare il 3,7% sul totale italiano

In quattro regioni il 50% dei turisti del Paese La Sicilia fa segnare il 3,7% sul totale italiano

In quattro regioni il 50% dei turisti del Paese La Sicilia fa segnare il 3,7% sul totale italiano
Trentino Alto Adige – Dolomiti

Istat: performance positive quasi per tutti, ma Veneto, Trentino Alto Adige, Lazio e Toscana sembrano inarrivabili

ROMA – Il settore turistico continua a rappresentare per l’Italia una straordinaria leva per la crescita economica. Dopo la crisi legata al periodo della pandemia da Covid-19 il comparto è ripartito con slancio straordinario, confermandosi elemento fondamentale del tessuto produttivo nazionale.

Turismo italiano 2025: 237 miliardi di PIL e previsioni in crescita fino al 2035

Un concetto, quello appena descritto, ribadito di recente anche in occasione della Bit di Milano, svoltasi il mese scorso in cui è stato messo in evidenza come il turismo nel 2025 abbia avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul Prodotto interno lordo. Una curva in salita, che per i prossimi dieci anni viene data ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di Pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione.

Su questi dati è significativo il contributo del turismo internazionale: i viaggiatori in arrivo dall’estero, infatti, l’anno passato hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi.

Un appeal, quello nei confronti dei viaggiatori stranieri, che la ministra Daniela Santanché ha voluto rimarcare qualche giorno fa dalla Germania in occasione della fiera Itb Berlin. “L’Italia – ha detto – sta diventando sempre più attrattiva per i turisti europei. I visitatori cercano esperienze di alta qualità, caratterizzate dall’originalità del made in Italy. Abbiamo dimostrato di saper rispondere a queste esigenze, e i record registrati nell’ultimo anno ne sono la migliore testimonianza”.

Nord-Est primo con 181 milioni di presenze, il Sud si ferma a 57,6 milioni

Analizzando però i dati nel dettaglio, risulta evidente come non sia tutto oro ciò che luccica e ancora una volta sia necessario rilevare le enormi differenze territoriali con cui continua a fare i conti l’Italia. A dimostrarlo sono i dati diffusi dall’Istat nel report intitolato “I flussi turistici – Anno 2024”, pubblicato lo scorso 9 marzo. Come spiegato dall’Istituto di statistica: “Il Nord-est si conferma la principale area di attrazione turistica con 181,1 milioni di presenze (38,8% del totale nazionale; +2,7% rispetto al 2023), seguito dal Centro con 115,2 milioni (24,7%; +5,9% sul 2023) e dal Nord-ovest con 79,4 milioni (17,0%; +4,4% sul 2023). Il Sud totalizza 57,6 milioni di presenze“.

Al top ci sono Veneto, Trentino Alto Adige, Lazio e Toscana, che da sole riescono a raccogliere quasi il 50% dei pernottamenti italiani, così come si evince dalle tabelle in basso. Il Sud continua a restare nella parte centrale della classifica: la Sicilia in particolare ha incrementato i propri numeri rispetto all’anno precedente, passando da 16,4 a 17,3 milioni di presenze, ma con il suo nono posto in graduatoria continua a incidere soltanto per il 3,7% sul totale del Paese.

Guerre e petrolio alle stelle: l’allarme del settore turistico e il tavolo con Santanché

Insomma, continuare a crescere è essenziale, anche se questa voglia di migliorarsi si scontra con una situazione internazionale che tra guerre e costi per il petrolio in aumento rischia di penalizzare fra i tanti settori, soprattutto quello ricettivo. Un tema, quello delle ripercussioni sul turismo, che proprio in questi giorni è stato messo in primo piano dal Governo. La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha infatti “garantito il proprio impegno per la verifica di soluzioni praticabili ed utilizzabili in tempi rapidi” per fronteggiare la crisi turismo. Lo hanno affermato i rappresentanti delle associazioni del settore organizzato, al termine di un incontro per affrontare gli effetti delle tensioni internazionali sul settore. Nel confronto con il ministro le associazioni hanno chiesto “misure rapide sul piano economico e normativo, sia a carattere contingente per affrontare l’emergenza, sia a carattere strutturale per rafforzare il comparto”. L’auspicio, al termine del tavolo, è che “possano effettivamente seguire misure celeri e concrete, in grado di sostenere e rafforzare le imprese e, con esse, il livello di protezione offerto ai viaggiatori”.

La ministra, come spiegato dalle organizzazioni, ha assicurato il suo impegno “pur evidenziando i vincoli comunitari sugli aiuti di Stato e la limitatezza delle risorse nazionali”. Santanchè ha inoltre affermato di volersi attivare per il reperimento di risorse eventualmente disponibili, sia all’interno del proprio dicastero, sia attraverso le interlocuzioni con gli altri ministeri competenti. Al termine della riunione il ministro ha proposto un aggiornamento del tavolo entro due settimane, ovvero dopo aver svolto il necessario passaggio con Bruxelles.

La speranza è che il clima teso possa mitigarsi da qui alle prossime settimane, per evitare che la crescita del Paese a livello ricettivo possa interrompersi dopo anni di performance incoraggianti.

In quattro regioni il 50% dei turisti del Paese La Sicilia fa segnare il 3,7% sul totale italiano

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram