Roma, 2 lug. (askanews) – “Sento la responsabilità ed è un fardello pesante, perché i numeri stanno diventando sempre più importanti. Ogni volta che un simpatizzante mi fa una richiesta gli dico che è un ulteriore mattone che si aggiunge al fardello che mi porto sulle spalle. La politica vera è quella al servizio dell’elettorato e non quella delle stanze del potere. Il politico che si mette in gioco deve poi saper dare delle risposte, o almeno provarci. Penso che sia il principale compito di una persona che si mette al servizio del Paese. Non tutto quello per cui ci si impegna può essere perseguito, ma bisogna essere chiari proprio per questo con i cittadini, smetterla di fare promesse e dire che ci sono obiettivi con una certa possibilità di successo ed altri da vedere con ampio raggio, come la remigrazione che è un processo lento e si può realizzare come quando si mangia un elefante un boccone alla volta. Dobbiamo smetterla di vendere fumo”. Così Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”.
“Non esiste il tabù da parte dei cittadini, ma esiste il tabù da parte di molte forze politiche per un Presidente della Repubblica di destra. Sentivo un esponente della nostra sinistra inalberato che richiedeva un patentino di antifascismo per i candidati presi in considerazione per il Colle. Questo rivela un atteggiamento antidemocratico, senza prendere in considerazione che chi assume cariche di quel livello giura fedeltà alla Costituzione e non all’antifascismo. Direi che bisogna superare altri tabù, quando si parla del Presidente della Repubblica in genere l’attenzione viene rivolta a chi ha rivestito cariche ministeriali o politiche, mentre la Costituzione dice che può essere anche un normale cittadino e può essere scelto anche tra cittadini che si sono distinti. Io rilancio proprio questo, perché anziché pensare ai soliti nomi non pensiamo ad altre figure? Non ho un nome, ma mi riservo di farne qualcuno”, ha proseguito Vannacci. “Meloni al Quirinale? Perché no, è una persona capace. Per noi, come Futuro Nazionale e come Roberto Vannacci, potrebbe essere un’opzione purché riveda alcune posizioni. Non so quanto potrei essere invogliato a votarla se non si impone per portare le preferenze nella legge elettorale, o se continua a seguire l’agenda Draghi, o se supporta questa Commissione Europea e il Green Deal. Meloni mi piace, mi piacciono i suoi propositi di inizio legislatura, ma ritengo sia necessaria una correzione di rotta. Questo parlare del Quirinale è la dimostrazione della vecchia politica che pensa al potere e alle poltrone. Invece di proporre un sogno di un Paese diverso, che ritorni a brillare per le proprie eccellenze, si pensa ad occupare le poltrone del Quirinale, della prossima legislatura, delle partecipate. Questa politica non ci piace, pensiamo a cambiare questo Paese, a metterci al servizio dei cittadini, a riportarlo al suo splendore, sembra quasi che l’ordine delle priorità si sia invertito. Le poltrone e il potere verranno poi di conseguenza”.
“Certamente andrà fatta chiarezza sull’alleanza. Da quando Futuro Nazionale è nato ho sempre detto di essere il naturale interlocutore di questo centrodestra, peccato che dall’altra parte si continuano ad erigere muri, a trovare cause e motivi di incompatibilità, a fare ipotesi di non realizzare questa alleanza. Non sono io invece che supporto queste deduzioni, queste conclusioni. Anzi, io ho detto solo che come referente di un partito che rappresenta la destra autentica voglio che determinati ideali e valori non vengano traditi. Ma sono disposto a parlare con chiunque si ponga in maniera convergente con questi ideali. Abbiamo tracciato delle linee rosse che non sono diverse da quelle che il governo si era dato a inizio legislatura. Evidentemente qualcuno ha paura di perdere voti, influenza o quella poltrona agognata. Lo vediamo anche nella discussione di questa legge elettorale, addirittura Lupi mi sembra si sia schierato a favore delle preferenze, lui che le ha sempre aborrite”, ha concluso Vannacci. “È strano pensare che in questa coalizione di centrodestra ci sia Forza Italia, parte integrante del PPE in Europa, e quindi alleato del PD, che in Europa vota molte volte come vota il PD, mentre poi ci sono altri due partiti che votano come votano le destre europee. Anche questa è una cosa anomala della nostra alleanza di centrodestra. Non dimentichiamo che Forza Italia voleva lo ius scholae, diminuire i requisiti per ottenere la cittadinanza. Ci sono sicuramente delle contraddizioni. Futuro Nazionale esiste anche per risolvere queste contraddizioni e riportare questa imbarcazione di destra sulla giusta rotta”.
E in conclusione su una ipotizzata “censura” per Futuro Nazionale: “Non voglio portare avanti la teoria del complotto o della censura, ma i dati forniti dall’osservazione sono oggettivi. Nel mese in considerazione, Futuro Nazionale non è apparso quasi mai sui canali Rai e Mediaset. Probabilmente c’è anche una manovra per minimizzare l’impatto di Futuro Nazionale nel panorama politico: forse la crescita di questo partito giovanissimo ha iniziato a preoccupare qualcuno. Mi auguro sia una casualità, che non ci siano delle forze che spingano per cercare di non fare apparire Futuro Nazionale. I parlamentari di Futuro Nazionale hanno fatto anche un flash mob davanti alla Rai, speriamo che la dirigenza Rai si accorga di questa situazione e ponga rimedio. Noi non chiediamo né più né meno di quello che viene fatto fare agli altri partiti. Abbiamo partiti come Noi Moderati che rappresentano l’1% dell’elettorato, Calenda e Renzi sono un giorno sì e l’altro pure nelle trasmissioni. Cerchiamo che venga garantita una par condicio. Il Direttore Vespa mi aveva invitato ad una puntata di Porta a Porta circa 20 giorni fa ma io non ero disponibile e ho dovuto declinare l’invito”.

