Quousque tandem? - QdS

Quousque tandem?

Pino Grimaldi

Quousque tandem?

sabato 15 Maggio 2021 - 00:00

“Fino a quando”, disse Cicerone in Senato rivolto a Catilina, “abuserai della nostra pazienza?”
Accadeva nel 63 A.C. ed è l’inizio della prima Catilinaria che portò il grande accusatore a far fuori l’acerrimo nemico. Ed è ciò che viene in mente, anche a non saperne la fonte, a tutti gli italiani che da un anno e mezzo, appena a sera cercano di sapere dalla tv qualcosa, aprono un qualsiasi canale e vi trovano un braccio d’essere umano sbattuto in faccia con un ago conficcato per il vaccino.

E subito dopo il coro con sempre le stesse persone, le stesse frasi, lo stesso sguardo di superintelligenti accomodanti verso il non inclito pubblico che (loro lo sanno) è a guardarli: vomitevole! Tale quale la situazione socioeconomica e la provincialità (Draghi escluso della maggioranza dei parlamentari, virologi, epidemiologi e chi più ne ha più ne metta. Troppo!

Il momento è triste, grave, preoccupante: vero. Ma neanche in tempi di guerra accadeva ciò. Ricordo che i giornali radio e la stampa davano notizie sull’andamento di essa ,delle vittorie -poche – e sconfitte -molte – e poi tutto procedeva con i programmi di intrattenimento, le commedie i concerti, il convegno dei cinque su problemi sociali e culturali. L’utente delle poche radio esistenti era rispettato, non terrorizzato; poteva tra l’altro andare a cinema, teatri, carri di Tespi. Insomma, si faceva del tutto, nonostante guerra e regime autoritario – eccome- perché gli italiani morivano e non pochi in ogni bombardamento, ma chi sopravviveva potesse avere l’immagine che la “sua” vita era rispettata, non terrorizzata e tenuta in giusto conto.

Non oggi. Intanto vi è la militarizzazione linguistica: siamo in guerra con il virus che viene sempre descritto più intelligenti di noi che a nostra volta veniamo trattati come non collaboranti perché non stiamo serrati a casa, con coprifuoco (illegittimo!) con maschere, distanze, limitazioni per lo stato di emergenza dichiarato e che si sono dimenticati di eliminare e poi decreti, ordini, suggerimenti, rimbrotti, canzoni patriottiche, bandiere che manco nella prima guerra mondiale s’ebbero al confine con l’Austria .
Mai una parola di speme(non uso “speranza” per motivi politici!) mai qualcosa che distragga la mente per un solo istante, visi sempre ingrugnati e gesti ex cattedra. Non ci si può manco sposare e far figli: è un optional non indicato.

E tutto ciò mentre la filiera artistica, dalle maestranze agi artisti è KO, ogni giorno chiudono piccole imprese e negozi a centinaia di migliaia, sta aumentando la violenza assurda interpersonale, vi sono sommovimenti sociali e sindacali, tantissimi che non hanno di che sfamarsi e i partiti politici fanno “la unione nazionale meno uno” e magari si danno a discettare sui vari giorni della memoria forse perché sanno che di quanto accade oggi vi sarà solo il diritto all’oblio.
Se tutto ciò fosse accaduto durante la “spagnola” oggi non saremmo qui a disquisire.

Per fortuna quelli che oggi terrorizzano non erano nati.
E noi ? Quousque tandem?

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