Roma, 22 apr. (askanews) – Per intensificare l’azione di contrasto ai cinghiali, contenere i gravi danni che infliggono alle coltivazioni delle aziende agricole piemontesi e il pericolo di diffusione della Psa, l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni ha adottato due delibere che definiscono un incisivo piano di prelievo selettivo della specie. Questa azione di prelievo selettivo ha validità fino al 15 marzo 2026 e si affianca all’azione di controllo esercitata dalle Province e dalla Città Metropolitana di Torino aperta 365 giorni all’anno, giorno e notte.
Una prima tranche del piano era già stata deliberata lo scorso 10 marzo con un prelievo autorizzato di 12.294 capi. “I danni da cinghiale – spiega l’assessore Bongioanni – costituiscono il 70% di tutti quelli causati da fauna selvatica in Piemonte, che complessivamente nel 2024 hanno superato i 4,5 milioni di euro. Hanno inflitto alle nostre aziende agricole una perdita di prodotto per oltre 127mila quintali, con 3.057 domande di risarcimento e il conseguente esborso per risarcimenti dalle casse regionali”.
Questa nuova pianificazione nasce “dall’esigenza di rafforzare e rendere continuativo nel tempo, attraverso la caccia di selezione, il contrasto all’emergenza cinghiali che nel periodo primaverile provoca danni pesantissimi alla nostra agricoltura oltre al costante rischio di incidenti stradali. Consentire ai nostri cacciatori di intervenire sui cinghiali con prelievi selettivi e rigidamente normati sia sul piano numerico sia nella delimitazione territoriale è anche una misura per limitare il rischio di circolazione della Psa, che ha già inflitto milioni di danni ai nostri imprenditori agricoli”.
In osservanza di quanto prescritto dalla normativa sul contenimento della Peste Suina Africana sono esclusi da queste operazioni di prelievo i territori compresi nelle Zone di restrizione I (salvo deroghe del Commissario nazionale Psa), II e III e la Zona di Controllo dell’Espansione Virale.

