Il racket delle case popolari è tornato a bussare allo Zen 2 di Palermo Ignoti hanno minacciato una famiglia assegnataria di lasciare l’alloggio nei padiglioni e lo hanno fatto con violenza: pugni alla porta, urla e spintoni. “Qui non dovete stare, andatevene. E non rischiate a chiamare la polizia” avrebbero detto.
La famiglia, con bambini, è stata costretta ad abbandonare l’abitazione che gli era stata assegnata regolarmente nelle scorse settimane. Sulla porta un cartello chiaro: “Non chiamate la polizia”
Il business delle case popolari, fino a 20mila euro per ogni casa
Il business delle case popolari frutta fino a 20 mila euro per ogni casa a Cosa Nostra che gestisce le assegnazioni con le sue regole. Intanto l’assessore all’Emergenza abitativa Fabrizio Ferrandelli non ci sta: “Stanotte qui ci dormirò io”, ha detto. “Non vincono loro – ha ribadito con forza – la casa non sarà lasciata incustodita”. Con lui anche Costantino Visconti, preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, Stefania Petyx ed altri esponenti del mondo civico e politico.
Il racket delle case popolari, coinvolti altri quartieri
Il racket delle case popolari riguarda diversi quartieri di Palermo, non solo lo Zen. Lo scorso ottobre in via Bronte, a Borgo Nuovo un esponente del clan Cintura, arrestato qualche settimana fa insieme ad altre otto persone per estorsione, aveva dato alle fiamme l’immobile che occupava abusivamente e che doveva sgomberare. La casa era stata trasformata in una base per lo spaccio. In generale le abitazioni occupate vengono anche assegnate a membri delle stesse famiglie che le controllano
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

