Ragusa, settore moda in ginocchio: negozi vuoti, viviamo altro lockdown

Ragusa, settore della moda in ginocchio: “Negozi vuoti, viviamo un altro lockdown”

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Ragusa, settore della moda in ginocchio: “Negozi vuoti, viviamo un altro lockdown”

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mercoledì 30 Marzo 2022 - 08:38

"Abbiamo i negozi pieni di nuova merce per il cambio stagione ma le vendite sono ferme", dice il presidente di Federmoda Ragusa, Daniele Russino

“Non bastavano i due anni di pandemia. Ora anche l’effetto guerra che travolge pure il commercio. Stiamo vivendo un altro lockdown, i negozi sono quasi sempre vuoti e le vendite praticamente ferme“. E’ la denuncia del presidente provinciale Federmoda Ragusa, Daniele Russino, che spiega: “La ripresa della pandemia, i rincari energetici e gli aumenti generalizzati dei prezzi comprese le immagini strazianti che arrivano della guerra stanno creando un effetto esplosivo. La gente non ha voglia di comprare e marzo che doveva essere un periodo di ripresa e di rilancio per il commercio, dopo mesi negativi con aumento dei costi e delle difficoltà di gestione, si sta rilevando drammatico. Abbiamo già i negozi pieni di nuova merce per il cambio stagione ma le vendite sono ferme“. 

L’appello

“Il caro bollette influisce sul budget delle famiglie che ovviamente rinunciano al superfluo – chiarisce il vertice ibleo della federazione aderente a Confcommercio – e riservano principalmente la disponibilità ai negozi alimentari, congelando gli altri acquisti. Al momento il mercato è stagnante, non si muove niente e c’è chi sta chiudendo il negozio a fine giornata con la cassa vuota. Siamo preoccupati per l’aumento del clima di sfiducia delle famiglie e si ipotizza più difficile la ripresa dei consumi”. Russino lancia un appello. “Chiediamo alle istituzioni tutte, comprese quelle locali di porre sotto attenzione il momento di difficoltà del settore del commercio in generale, visto anche le ultime notizie di cancellazione di alcune manifestazioni pasquali che sono di vitale importanza economica per le nostre attività e volano di flusso turistico per tutto il territorio. Rischiamo una ulteriore mazzata che influirà pesantemente sulle imprese con la perdita di numerosi posti di lavoro”, conclude.

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