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Il raid alla Sicily by car a Palermo, i proiettili hanno colpito anche delle case

Il raid alla Sicily by car a Palermo, i proiettili hanno colpito anche delle case
Il deposito della Sicily by car in via San Lorenzo a Palermo

I tre del commando sono fuggiti a piedi perché l’auto sulla quale erano arrivati non partiva

Nuovi sviluppi sul raid che tra venerdì e sabato notte ha colpito il deposito di Sicily by car in via San Lorenzo, a Palermo. Il commando, arrivato con una Lancia Y10 nera rubata, dopo i colpi d’arma da fuoco sparati contro quattro auto all’interno della rimessa non sono riusciti a ripartire col veicolo. Sono stati obbligati ad andare via a piedi, come emerso dalle immagini di videosorveglianza che hanno immortalato i tre fuggire via tra le strade della zona.

Proiettili sparati alla Sicily by car hanno colpito anche delle case

I componenti del commando erano tre e non quattro, come ipotizzato in un primo momento. Circa trenta sarebbero stati i colpi sparati contro le auto nel deposito. I proiettili, sparati probabilmente con una mitragliatrice, avrebbero raggiunto alcune case, tra cui una villetta dove c’era in corso una festa. Fortunatamente le pallottole si sono confiscate nei tetti e nei muri esterni.

Clienti di un locale vicino hanno assistito al raid

A lanciare l’allarme sarebbero stati dei clienti di un locale che si trova accanto al deposito i quali hanno visto il momento in cui i tre malviventi sono entrati in azione.

Tommaso Dragotto ascoltato dai carabinieri

Inoltre, le telecamere interne al deposito non avrebbero filmato i tre mentre sparavano i colpi, particolare al vaglio degli inquirenti. Nel frattempo il titolare di Sicily by car Tommaso Dragotto ha escluso che si possa trattare di intimidazione mafiosa, pensa più a qualche “bravata”. I carabinieri continuano ad indagare senza trascurare nessun elemento.

Il raid alla Sicily by car di Dragotto, i messaggi di solidarietà dalla politica

Non si sono fatti attendere i messaggi di vicinanza a Tommaso Dragotto. Tra questi il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che ha dichiarato: A Tommaso Dragotto e a tutti i suoi collaboratori – dice – va la mia piena solidarietà. La Sicilia non può e non deve piegarsi alla violenza e alle minacce: le istituzioni saranno sempre al fianco di chi opera nel rispetto della legalità e contribuisce allo sviluppo della nostra terra”.

“Desidero manifestare la mia piena solidarietà all’imprenditore Dragotto e a tutti i lavoratori dell’azienda, colpiti da un atto vile che tenta di minare la serenità e la libertà dell’iniziativa economica nella nostra terra. La Sicilia non può e non deve piegarsi a logiche di intimidazione e violenza”. Così il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno dopo l’intimidazione a Tommaso Dragotto. “Confido nel lavoro degli investigatori, già impegnati con professionalità anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, per individuare rapidamente i responsabili e assicurarli alla giustizia” ha concluso Galvagno.

Solidarietà anche da parte dell’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo”: “Esprimo una condanna ferma e senza attenuanti per quanto accaduto a Palermo. Sparare contro un’attività imprenditoriale non è solo un gesto intimidatorio: è un atto vile, un tentativo di imporre paura e di condizionare con la violenza chi lavora e produce in questa terra. A Tommaso Dragotto e a tutta la Sicily by Car va la mia piena solidarietà. Ma sia chiaro: non ci facciamo intimidire. Chi pensa di fermare lo sviluppo, l’impresa e l’azione delle istituzioni con le armi ha già perso”.

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