Reati contro i minori, numeri in calo. In Sicilia -16% nel corso del 2022 - QdS

Reati contro i minori, numeri in calo. In Sicilia -16% nel corso del 2022

redazione

Reati contro i minori, numeri in calo. In Sicilia -16% nel corso del 2022

sabato 08 Ottobre 2022 - 06:20

I dati, elaborati dal Servizio analisi criminale della polizia, sono stati resi noti da Terre des Hommes. In netta diminuzione i maltrattamenti mentre aumentano i casi di violenze sessuali

PALERMO – In calo in Sicilia, nel 2021, i reati su minori. Complessivamente sono stati 564 – il 16 per cento in meno rispetto all’anno precedente – e di questi 233 sono stati i maltrattamenti (-26 per cento) e 76 violenze sessuali (+12 per cento), queste ultime all’80 per cento su bambine e ragazze (61).

I dati, elaborati dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale polizia criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes nel Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2022 in occasione della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre).

A livello nazionale il numero dei reati su minori nel 2021 fa registrare uno sconfortante record, superando per la prima volta quota 6mila (6.248). Per il 64 per cento sono stati commessi ai danni di bambine e ragazze e alimentati dalla violenza sessuale, che registra anch’essa un record assoluto con 1.332 casi, di cui le giovani sono l’88 per cento delle vittime.

Guardando alle altre regioni italiane, la Lombardia si conferma come la regione con il maggior numero di crimini contro minori 1175 nel 2021. A seguire nelle altre regioni italiane i reati sono stati 787 in Emilia-Romagna, 571 in Lazio, 488 in Veneto. E ancora 427 in Piemonte, 405 in Toscana, 359 in Campania, 253 in Puglia, 186 in Liguria, 170 in Calabria, 163 in Trentino-Alto Adige, 156 in Sardegna, 152 in Friuli-Venezia Giulia, 114 nelle Marche, 102 in Umbria, 99 in Abruzzo, 47 in Basilicata, 18 in Molise, 9 in Valle d’Aosta. Il 2021, secondo anno di pandemia da Covid-19, ha registrato un balzo drammatico dell’8 per cento dei reati a danno di minori dal 2020 (5.789 casi) e dell’89 per cento dal 2004 (3.311 casi).

In tutti i reati a sfondo sessuale considerati, la prevalenza delle vittime è largamente di genere femminile. Fra questi le fattispecie che registrano la percentuale più alta di vittime bambine sono la violenza sessuale aggravata (aumentata in un anno del 41 per cento) e violenza sessuale (rispettivamente 88 per cento e 87 per cento). Ed è così anche per gli atti sessuali con minorenne (83 per cento), la detenzione di materiale pornografico (82 per cento) la corruzione di minore (76 per cento) la prostituzione minorile (67 per cento) e per la pornografia minorile (69 per cento).

Nei confronti dei minori aumentano anche i reati in ambito domestico, ossia i maltrattamenti contro familiari e conviventi, che nel 2021 hanno colpito 2.501 giovani, al 54 per cento di genere femminile. L’aumento dall’anno precedente è limitato al 5 per cento, ma nel 2020 era stato toccato il record con 2.337 casi, mentre il dato dal 2004 è aumentato del 233 per cento.

“Nel 2021 si assiste, per quasi tutti i reati analizzati, a un incremento dal 2020, anno tuttavia particolare perché segnato dalle restrizioni legate alla pandemia. Dai dati emerge un fenomeno non marginale e molto grave per le conseguenze sullo sviluppo psico-fisico delle vittime”, ha detto nel rapporto di Terre des Hommes Stefano Delfini, direttore del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza. Facendo riferimento alle “gravi conseguenze psicologiche protratte nel tempo”, ha sottolineato inoltre “la necessità di prevenire e contrastare i reati, nonché dell’azione sinergica di tutti gli attori, istituzionali e non, a sostegno delle vittime”.

“È fondamentale lavorare sulla raccolta dati per far emergere gli episodi di violenza che rimangono ancora sommersi – ha aggiunto Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes -. Tuttavia, dobbiamo anche concentrare il nostro impegno su informazione e sensibilizzazione, perché, non dobbiamo dimenticarlo, le radici della violenza di genere rimangono soprattutto culturali. In questo Terre des Hommes c’è e ci sarà, in un lavoro di squadra con le forze di polizia, il mondo della scuola e dello sport, con gli ospedali e un network sempre più ampio di associazioni e enti locali”.

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