Buone notizie per i lavoratori: in Italia anche per il 2026 è stato confermato l’ex bonus Renzi , ovvero il trattamento integrativo Irpef che prevede un importo aggiuntivo nel reddito fino a 100 euro al mese. L’agevolazione riguarda dipendenti con redditi medio-bassi.
Ex bonus Renzi, i requisiti
L’ex bonus Renzi spetta ai lavoratori dipendenti con reddito annuo lordo imponibile fino a 15mila euro. C’è un però: il trattamento integrativo pieno viene erogato quando l’imposta lorda determinata sulla base dei redditi di lavoro dipendente e assimilati è essere superiore alle detrazioni da lavoro dipendente.
Per la fascia tra 15mima e 28mila euro di reddito il bonus non è automatico. Dipende se le detrazioni fiscali del lavoratore superano l’Irpef lorda.
A chi tocca l’ex Bonus Renzi
Ecco i lavoratori che possono avere l’agevolazione Irpef:
- lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato;
- lavoratori con contratti atipici o assimilati al lavoro dipendente;
- soci lavoratori di cooperative;
- percettori di alcune indennità come la NASpI o la cassa integrazione.
Ex Bonus Renzi, a chi non spetta
Di seguito le categorie a cui non spetta l’ex Bonus Renzi:
- pensionati;
- lavoratori autonomi o titolari di partita Iva;
- contribuenti con redditi superiori a 28.000 euro;
- i cosiddetti incapienti, cioè coloro che hanno redditi troppo bassi per pagare Irpef.
A che età e con quali requisiti si andrà in pensione dal 2027? Lo spiega l’Inps
Aumentano l’età e i contributi da versare per andare in pensione (di vecchiaia o anticipata) dal biennio 2027 – 2028, anche se non per tutti: l’Inps – Istituto nazionale della previdenza sociale – ha pubblicato dei chiarimenti sulle ultime novità e i nuovi requisiti da rispettare in ambito pensionistico.
A che età si andrà in pensione dal 2027 e come cambiano i requisiti d’accesso
Tutti i dettagli su cosa cambia in merito all’accesso al sistema pensionistico dal 2027 li spiega la circolare INPS 16 marzo 2026, n. 28, che riguarda principalmente i seguenti trattamenti:
- pensione di vecchiaia (di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, del decreto-legge n. 201 del 2011);
- pensione anticipata (di cui all’articolo 24, commi 10 e 11, del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011);
- pensione anticipata per i lavoratori precoci (di cui all’articolo 1, comma 199, lettere a), b) e c), della legge n. 232 del 2016).
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