Reddito di cittadinanza abolito? Un referendum per cancellarlo: ecco come

Reddito di cittadinanza abolito? Un referendum per cancellarlo: ecco quando

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Reddito di cittadinanza abolito? Un referendum per cancellarlo: ecco quando

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martedì 24 Maggio 2022 - 15:14

"Vogliamo abolire il reddito di cittadinanza e come previsto dalla legge dal 15 giugno partirà la raccolta ufficiale di firme", ha dichiarato Renzi

Il reddito di cittadinanza continua a far discutere, a distanza di tre anni dalla sua introduzione. Stavolta è Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a far tornare in auge l’argomento parlando di un referendum per abolire il sussidio.

Reddito di cittadinanza, la proposta di Renzi

“Vogliamo abolire il reddito di cittadinanza e come previsto dalla legge dal 15 giugno partirà la raccolta ufficiale di firme”, ha dichiarato Renzi. Un’idea non nuovo visto che un anno fa aveva dichiarato che nel 2022, dopo le elezioni del presidente della Repubblica, Italia viva si sarebbe dedicata alla raccolta delle firme su tutto il territorio nazionale per chiedere un referendum per abolire il reddito di cittadinanza.

Referendum abrogativo, cos’è e come funziona

Il referendum abrogativo previsto dall’art. 75 della Costituzione stabilisce che 500.000 cittadini o 5 Consigli regionali, possono proporre all’intero corpo elettorale l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge. La Corte Costituzionale si pronuncerà poi sull’ammissibilità del referendum. La legge n. 352 del 25 maggio 1970, invece, definisce le modalità di attuazione del referendum, stabilendo tra le tante cose che la raccolta firme si svolge in un periodo di tre mesi compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre di un determinato anno; i cittadini saranno chiamati a votare sul referendum tra il 15 aprile e il 15 giugno dell’anno successivo alla raccolta firme; un referendum non si può mai svolgere nello stesso anno in cui vengono raccolte le firme; non è possibile depositare una richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime (art. 31).

Proprio questi due ultimi punti rendono per il momento impossibile indire un referendum abrogativo, perché la scadenza naturale della legislatura è fissata al 23 marzo 2023, nessuna raccolta firme nemmeno nel 2023 visto che sempre secondo l’art. 31 lo stop alla raccolta continua anche per i sei mesi successivi alle elezioni politiche. Tutto rimandato al 2025, con le richieste di referendum potranno ricominciare a essere depositate a partire dal 1 gennaio 2024 mentre le convocazioni saranno indette tra il 15 aprile e il 15 giugno 2025.

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