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Reddito minimo d’inserimento, Comuni chiamati a fornire liste, i requisiti

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Reddito minimo d’inserimento, Comuni chiamati a fornire liste, i requisiti

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venerdì 27 Agosto 2021 - 11:27

La Regione vuole stilare un nuovo elenco dei soggetti fruitori. I cantieri hanno una durata di tre mesi e si occupano della realizzazione di piccole.

È il momento di stilare una lista ad esaurimento dei fruitori del reddito minimo utilizzati nei cantieri di servizi dai Comuni siciliani. Il dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative ha richiesto a tutti gli enti locali coinvolti di fornire i dati dei soggetti utilizzati per poter aggiornare l’elenco alfabetico generale ad esaurimento.

I Comuni dovranno inviare il materiale richiesto entro il 31 agosto prossimo, confermando o meno i nomi già presenti nel precedente elenco alfabetico del 30 gennaio 2019. Oltre a confermare i dati, gli stessi enti locali si assumono la responsabilità dell’accertamento e dell’effettivo possesso dei requisiti previsti da parte dei beneficiari. I cantieri dei servizi sono collegati all’emissione del reddito minimo garantito, la cui sperimentazione è stata adottata con il decreto legislativo 18 giugno 1998, numero 237, per la durata massima di 2 anni, e che invece continua ad essere una realtà nell’Isola, mentre è scomparso nel resto d’Italia.

Una lunga storia di precariato che diventa quasi una certezza a tempo indeterminato, che continua ad essere perpetuata, “una misura di contrasto della povertà e dell’esclusione sociale attraverso il sostegno delle condizioni economiche e sociali delle persone esposte al rischio della marginalità sociale e impossibilitate a provvedere per cause psichiche, fisiche e sociali al mantenimento proprio e dei figli” che diventa una forma di sostegno al reddito permanente. Un provvedimento che si allinea a quelli che vengono chiamati “cantieri scuola”, istituiti nel 2004, uno strumento con cui si finanziano i programmi di lavoro per la costruzione o sistemazione di opere di pubblica utilità destinati a disoccupati già percettori di reddito minimo.

L’iter per i cantieri di servizio è partito dal 2009 con l’allora assessore regionale al Lavoro Carmelo Incardona. In attesa del decreto, i Comuni devono aver individuato il programma di lavoro e l’elenco dei soggetti da utilizzare. Sulla base del programma e dell’elenco generale viene elaborato il piano di riparto delle somme per ogni Comune e la durata dei programmi di lavoro, in funzione della somma disponibile. I cantieri hanno una durata di tre mesi e si occupano della realizzazione di piccole opere pubbliche e impiegano disoccupati di età compresa fra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, con un reddito massimo mensile di 453 euro. Il 50% dei posti è riservato ai disoccupati più giovani (18-36 anni), il 20% alla fascia fra i 37 e i 50 anni, un altro 20% agli ultracinquantenni. Il restante 10% a portatori di handicap e stranieri regolari con permesso di soggiorno.

Negli anni la misura è stata sempre un po’ snobbata, tanto che in diversi casi gli uffici regionali hanno dovuto procedere a proroghe degli avvisi e a sollecitare i Comuni a presentare la documentazione necessaria per accedere ai fondi, utili per poter svolgere piccole attività necessarie per la gestione del bene comune, in un momento in cui le entrate comunali sono sempre più risicate. Altre Regioni hanno fatto scelte diverse: la Campania, ad esempio, nel quadro della Legge n. 328/2000 e in attuazione della Legge regionale n.2/2004, ha dato il via a una sperimentazione triennale per l’erogazione di un “reddito di cittadinanza” mensile di 350 euro per i residenti con reddito inferiore ai 5.000 euro annui, senza tuttavia prevedere l’obbligo di partecipazione alle misure di attivazione. Una sorta di reddito di cittadinanza ante litteram, insomma.

Michele Giuliano

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