Home » Askanews » Referendum, “guerra” di ricorsi sulla data del 22-23 marzo

Referendum, “guerra” di ricorsi sulla data del 22-23 marzo

Referendum, “guerra” di ricorsi sulla data del 22-23 marzo

Comitato 15 giuristi presenta ricorso al Tar, Comitato Sì Separa deposita controricorso

Roma, 13 gen. (askanews) – La data del referendum sulla riforma della magistratura al 22-23 marzo, fissata lunedì dal Consiglio dei ministri, sta accendendo una guerra a colpi di carte bollate.

Ieri il Comitato dei 15 giuristi che sta raccogliendo le firme popolari per il referendum sulla riforma Nordio, aveva annunciato la presentazione di un ricorso urgente al Tar del Lazio con cui chiedere la “sospensiva cautelare” della delibera del Cdm. Oggi l’atto è stato inviato alla sede di via Flaminia.

“Dopo aver scritto per darne doverosa e preventiva informazione alla Presidenza della Repubblica, abbiamo depositato un ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio per l’annullamento della delibera del Cdm che ha fissato al 22 e 23 marzo la data per il referendum sulla legge di revisione costituzionale promosso dai parlamentari”, ha spiegato Carlo Guglielmi, portavoce del comitato che ha raggiunto quasi le 400mila firme.

A stretto giro è arrivata la risposta del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi. Il presidente, Gian Domenico Caiazza, ha annunciato che il suo comitato si costituirà “davanti al Tar del Lazio per opporsi alla richiesta di sospensiva della delibera di convocazione del voto referendario per il 22 e 23 marzo prossimi, avanzata dal Comitato per il No”.

E intanto è partita la campagna di M5s con lo slogan ‘No al referendum salva casta’. L’iniziativa, che sarà ‘capillare’, prevede azioni ed eventi su tutto il territorio nazionale con il contributo del presidente Giuseppe Conte, di Giuseppe Antoci, Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho, e con attività sui profili social del MoVimento.

Domani mattina, alla Camera, è anche in programma la presentazione del libro del ministro Guardasigilli Carlo Nordio “Una nuova giustizia”.