Roma, 16 mar. (askanews) – “Io invito il presidente Monti, nei cui confronti ho grandissimo rispetto, e il segretario Landini a indicare un solo articolo, un solo comma, una sola parola, una sola virgola della riforma oggetto del Referendum di domenica e lunedì prossimi, da cui si può ricavare in qualche modo la sottoposizione della magistratura alla politica e l’alterazione della Costituzione”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione ’10 Minuti’ su Rete4.
“Mi permetto di ricordare, non soltanto a loro, che da circa 27 anni nella Costituzione – aggiunge – c’è una modifica introdotta nel 1999, quella all’articolo 111, con la quale si dice nel modo più chiaro possibile che il processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, e tra le parti ovviamente c’è anche il pubblico ministero, davanti a un giudice terzo e imparziale. Allora, questa riforma è nient’altro che il completamento di quella riforma, oltre che di un quadro riformatore iniziato 40 anni fa col codice di procedura penale di Vassalli e Pisapia”.
“Segnalo anche, non certo al presidente Monti e neanche al segretario Landini che lo sanno bene, che nella Costituzione c’è un articolo, il 138, che saggiamente fu previsto dai costituenti, i quali non immaginavano se stessi come Mosè che scende dal monte Sinai con le tavole della legge, ‘quelle sono e se non vi piacciono le rompo’. Dissero i padri costituenti: ‘Noi non siamo Mosè, ma con l’articolo 138 permettiamo fra 50 anni, fra 80 anni, fra 100 anni, alla Costituzione più bella del mondo di adeguarsi alla modernità e alle esigenze di efficienza che riguardano anche il sistema giudiziario”, conclude.

