Roma, 12 gen. (askanews) – “Non parlerei di sete di potere. Piuttosto si tratta di sete di ruolo: un ruolo parapolitico “. Lo dice a “il Giornale” il ministro della Giustizia Carlo Nordio, commentando scambi in chat fra alcuni magistrati pubblicati ieri dal quotidiano diretto da Tommaso Cerno, in cui alcune toghe fanno autocritica per eccesso di “sete di potere”.
“Quello che leggo in queste chat – afferma il ministro- è semplicemente la conferma di quello che ho scritto nel mio ultimo libro. Che poi sono cose che ho detto più volte, senza conoscere queste chat. Palamara è stato il capro espiatorio di un sistema le cui perversioni sono state occultate dal Csm, im- pedendo a Palamara di difendersi citando i suoi testimoni. Io dico che fino a quando non saranno pubblicate integralmente le conversazioni dello stesso Palamara che sono circa 60 mila, quel Csm che ha nascosto i fatti sarà comunque oggetto di critica e di interrogativi”.
Un Csm, sottolinea il ministro, destinato a cambiare radicalmente se il referendum sulla separazione delle carriere approverà la riforma del Governo, “perché – spiega- il sorteggio della sezione disciplinare elimina la giurisdizione domestica che è fatta di correnti e in questo modo dovrebbe impedire gli scandali della spartizione”.

