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Referendum sulla Giustizia, a Palermo il flash mob per il No

Referendum sulla Giustizia, a Palermo il flash mob per il No
Tribunale di Palermo, repertorio

“No alla separazione delle carriere per l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”: questo il messaggio lanciato dal flash mob organizzato questa mattina davanti il tribunale di Palermo sede della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.

No alla riforma e al referendum

Un no alla riforma della giustizia targata dal ministro Nordio e no al referendum. “La separazione delle carriere è un falso problema in quanto c’è già – afferma Claudio Riolo, presidente Comitato Società civile per il no al referendum – Noi pensiamo che in realtà la campagna ideologica per questo referendum sia quella della destra”.

Riolo prosegue: “Una campagna per punire la magistratura, portando avanti un vecchio disegno politico dai tempi di Berlusconi ad oggi, e soprattutto per avere un potere politico con le mani libere e privo di controlli. Questo è il maggiore pericolo per la democrazia. C’è un disegno complessivo per trasformare la nostra Costituzione con un primato dell’esecutivo e la subordinazione degli altri poteri costituzionali”.

Frasca: “Separazione carriere arma di distrazione di massa”

Il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario parla della riforma Nordio: “Ciò che desta particolare perplessità sulla finalità della riforma è il fatto che già la Corte Costituzionale con sentenza del 2000 aveva affermato che per prevedere la separazione delle carriere non è necessaria una riforma della Costituzione, potendosi provvedere con legge ordinaria. Sorge spontaneo quindi l’interrogativo sulle reali ragioni di una riforma costituzionale”.

Frasca avanza il sospetto “che le ragioni della riforma siano altrove e, in particolare, risiedano nelle altre norme costituzionali modificate, rispetto alle quali la separazione delle carriere si sta rivelando come una vera e propria arma di distrazione di massa o, peggio, la testa d’ariete per fare breccia sull’assetto complessivo della magistratura e sull’equilibrio dei poteri”.

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