Home » Intervista » Regione, cinque annualità da chiudere in sette mesi. Dagnino: “Ecco cosa ha ci ha detto la Corte dei Conti”

Regione, cinque annualità da chiudere in sette mesi. Dagnino: “Ecco cosa ha ci ha detto la Corte dei Conti”

Regione, cinque annualità da chiudere in sette mesi. Dagnino: “Ecco cosa ha ci ha detto la Corte dei Conti”
Alessandro Dagnino

L’assessore regionale all’Economia: “Già con il via libera ai rendiconti 2022 e 2023 avremo disponibile oltre mezzo miliardo”

Alessandro Dagnino ha difeso la Regione da avvocato, poi ne ha seguito la vicenda da assessore all’Economia e nel frattempo ha tenuto la barra dritta come voluto da Renato Schifani sul rientro del disavanzo. Di parifiche e della prossima manovra del governo Schifani abbiamo discusso con il titolare dell’Assessorato regionale di via Notarbartolo a Palermo.

Assessore, l’esito del ricorso della Regione in merito alla parifica della Corte dei Conti ha fatto dottrina?
“Un precedente che ha cambiato il giudizio di parifica in tutta Italia. Non è una cosa che interessa solo la Regione Siciliana, perché la controversia riguarda proprio l’impostazione del giudizio di parifica. Noi avevamo ovviamente addotto anche argomentazioni nel merito, non solo di carattere formale, ma le questioni legate alla sostanza della decisione rimasero assorbite”.

Cosa accadrebbe se il rendiconto 2020 non ottenesse la parifica?
“Se la Corte dei Conti non parifica, perché magari si era recuperato troppo poco sul disavanzo quell’anno, la Regione avrebbe un obbligo conformativo. Cioè dovrebbe accelerare il recupero del disavanzo. Ma siccome lo abbiamo già recuperato, diciamo che si neutralizza. Vige il principio dell’equilibrio dinamico, cioè che a fronte del disequilibrio rilevato dalla Corte dei Conti va ripristinato l’equilibrio a partire dall’anno della decisione passata in giudicato. Anche perché fino ad oggi nessuna decisione è passata in giudicato e nel frattempo riteniamo di avere risolto il problema del disavanzo”.

Ed il disavanzo è sicuro un problema risolto?
“Nella sostanza quell’avanzo di 2 miliardi e 150 milioni nasce da un aumento delle entrate tributaria. Qualcuno all’opposizione ha detto che non è vero, che abbiamo fatti artifici, ma la verità è che si è creato quello che io sin dal principio del mio insediamento ho indicato come paradigma di politica economica, cioè ottenere il dividendo fiscale. La politica di bilancio che stiamo portando avanti è basata sul fatto che noi continuiamo nella manovra di bilancio espansiva, ma con spesa pubblica qualificata e con investimenti, che ha un moltiplicatore elevato perché genera un effetto virtuoso sull’economia aumentandone il gettito. Quindi possiamo spendere ancora di più. Che è esattamente quello che abbiamo fatto, perchè una manovra da quasi un miliardo e mezzo non so quanti precedenti abbia, e senza aspettare l’avanzo”.

Manca il saldo di chiusura di quattro anni. Crede si possa riuscire nell’impresa di parificare quattro rendiconti della Regione in sei mesi, cioè prima della sosta estiva, ed avere finalmente la parifica della Corte dei Conti su questi due miliardi e rotti utili entro la prossima legge di stabilità?
“Se la Corte dei Conti parifica i rendiconti per come sono, avremo 2,150 miliardi liberi per la prossima legge di stabilità. Ma nel frattempo, se la Corte dei Conti parifica il rendiconto 2022 avremo liberi subito 280 milioni ed a fronte della parifica 2023 altri 280 milioni. Quindi sono già circa 560 milioni”.

Su questi due miliardi si stanno creando forti aspettative all’Ars…
“Restiamo con i piedi per terra. Intanto ritengo ottimo che la presidente Aronica abbia dichiarato pubblicamente l’intenzione di chiudere entro luglio. Questo però è un percorso molto sfidante. Parliamo di fare cinque annualità in sette mesi. Sono contento che la Corte abbia accolto questa sfida, che è nell’interesse dei siciliani, perché visto che questo avanzo deriva dall’aumento del gettito è doverosa la sua spesa. Perché si tratta di restituire al popolo siciliano quello che ha versato alla Regione in termini di tasse. Inoltre cruciale per portare avanti il meccanismo virtuoso di cui parlavo. Se questi due miliardi non li investo rischio di avere un calo del Pil. Cinque parifiche in sette mesi sarebbe davvero un risultato straordinario”.

Se a luglio si chiuderà con tutte le parifiche, la Regione ce la farà a chiudere la prossima legge di stabilità con l’intero avanzo di bilancio?
“Ad agosto posso pure saltare le vacanze. Non è un problema, viene prima la politica di bilancio regionale”

E se la parifica arrivasse a settembre, ce la fareste?
“Di regola una variazione di bilancio richiede almeno un mese e mezzo tra passaggio in giunta, commissione parlamentare ed approvazione in Aula. Arrivando a fine settembre la parifica rischiamo di arrivare a metà novembre con la variazione, è siamo già quasi alla fine dell’esercizio finanziario. Comunque si ritroverebbero le somme sul 2027”.

Ci vuole il giusto tempo per mettere a punto una legge di stabilità che possa mettere a terra con lucidità un avanzo così importante, affinché siano investimenti produttivi e non spreco.
“Sfonda una porta aperta, infatti stiamo già lavorando alla variazione di bilancio. Non aspettiamo la parifica per metterci a lavorare. L’idea, da parte del governo, è di arrivare con un disegno di legge già pronto in attesa della parifica in modo che ottenuta la parifica possiamo subito approvare in giunta il disegno di legge”.

Quindi tocca attendere per sapere quali saranno le misure su cui la Regione intende investire con la manovra finanziaria una volta liberate le risorse dell’avanzo?
“Sicuramente alcune delle misure importanti della legge di stabilità potranno essere rifinanziate o dotate di maggiori risorse. Per esempio, sulla ‘super Zes’ abbiamo messo dieci milioni ed è chiaramente una fiches rispetto al reale fabbisogno. Se vogliamo veramente colmare l’insufficienza delle risorse nazionali dobbiamo metterci risorse importanti. Lo ha detto anche il presidente di Confindustria, ma è un ragionamento che abbiamo già fatto insieme qualche settimana prima. Il criterio è di potenziare le misure particolarmente caratterizzanti di questa legge di stabilità. Adesso attiveremo tutte queste misure innovative, come la decontribuzione, la super Zes, il south working e quelle che nel frattempo dovessero dimostrare efficacia verranno rifinanziate”.