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Schifani ha fretta, e non solo per i conti: cosa c’è dietro la corsa della Regione

Schifani ha fretta, e non solo per i conti: cosa c’è dietro la corsa della Regione

Da ambienti assessoriali di via Notarbartolo si apprende come Palazzo d’Orleans vorrebbe chiudere il rendiconto 2026 entro maggio

L’unica certezza è che il funzionamento della Regione siciliana sarà garantito dai già mobilitati 20 miliardi di euro per l’esercizio finanziario 2027. Poi, si presume che gli uffici della Regione, in particolare quelli dell’assessorato all’Economia, stanno lavorando parecchio e anche sotto evidente pressione. Si illude però chi pensa che da gennaio ci saranno già periodi di ferie, perché il peggio non sarà passato. Dopo variazione di bilancio, parifica rendiconto 2024, rendiconto 2025, legge di bilancio, Nadefr e legge di stabilità ci sarà una nuova impegnativa sfida per l’assessorato di Alessandro Dagnino. Da ambienti assessoriali di via Notarbartolo si apprende infatti che Palazzo d’Orleans vuole chiudere il rendiconto 2026 entro maggio.

Renato Schifani non ha mai assunto l’onere della Presidenza della Regione siciliana pensando di fare un mandato “e poi si vedrà”

Un teorico ritorno a normalità finanziaria, ma anche una corsa contro il tempo, all’ultima curva, dopo il recupero di quattro parifiche (2020-2024) e il rendiconto 2025 da parificare in Corte dei conti quanto prima possibile mentre si lancia il guanto della sfida con la rendicontazione finanziaria dell’anno in corso che lascia presumere due letture: Renato Schifani non ha mai assunto l’onere della Presidenza della Regione siciliana pensando di fare un mandato “e poi si vedrà”; che si possa votare a maggio è più che probabile e in quest’ottica Schifani vuol chiudere il rendiconto 2026 prima di dover eventualmente cedere il testimone. Un rendiconto entro fine aprile è propedeutico a una parifica entro i tempi ordinari, quindi a una programmazione di spesa che il presidente uscente può mettere sul tavolo, se non di una campagna elettorale quantomeno di una campagna interna per blindare la propria candidatura e il consenso della coalizione.

Altra corsa contro il tempo, tra frenetico lavoro sui conti e sugli indirizzi di spesa assessoriali, è quella per la legge di stabilità triennale che la prossima settimana verrà trasmessa all’Assemblea regionale. “Una questione matematica”, dicono fonti assessoriali, ne impone il tempismo affinché i 45 giorni parlamentari per l’approvazione non superino la fine dell’anno confermando il trend positivo della guida Schifani anche su questo fronte.

L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino: “Il governo Schifani ha rispettato scadenze per i documenti finanziari”

“Negli ultimi anni il governo Schifani ha sempre rispettato le scadenze per la presentazione dei documenti finanziari, garantendo certezza e stabilità all’erogazione delle risorse ai cittadini, alle imprese e agli enti pubblici, un risultato riconosciuto anche dalle agenzie di rating internazionali”. Così l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, che già giovedì aveva dato un indizio sulla volontà di assicurare all’Assemblea regionale il tempo utile per varare la manovra.

I prossimi passi, il ddl di stabilità e cosa potrebbe accadere

Anche giovedì l’incardinamento in commissione Bilancio rientrerebbe nel tempo utile. In tal caso, il contenuto riservato della manovra finanziaria arriverebbe all’Ars dopo la votazione finale della riforma della dirigenza regionale che martedì pomeriggio andrà in votazione sull’articolato ed entro massimo mercoledì in votazione finale. Un bis di approvazione a prova di voto segreto potrebbe essere in subordine al ddl di stabilità. Le bocche restano cucite sui lavori dell’Economia in materia di legge di stabilità 2027-2029. Né sul volume, in miliardi di euro, né tantomeno sulle intenzioni politiche trapela nulla.

Un indizio potrebbe essere quello dei modestissimi milioni di euro sulle liste d’attesa in sanità pubblica, ma che in manovra ci saranno ingenti risorse per salvare il Servizio sanitario regionale non è dato sapere. L’esigenza di serrare i ranghi ha però investito di “pre-finanziaria” la variazione di bilancio, approvata il 22 ottobre con en plein di votazioni favorevoli, lasciando però fuori oltre cinquanta norme tra le quali quella con oltre venti milioni di euro per attrezzatura sanitaria chiesti dall’assessore alla Salute Marcello Caruso. Ad ogni modo, che di miliardi in campo ce ne saranno due o tre non si sa né il presidente della Regione intende farlo sapere.

“La Regione può contare oggi su una situazione finanziaria solida, frutto dell’importante opera di risanamento dei conti pubblici portata avanti dal mio governo”, aveva dichiarato Schifani annunciando l’approvazione in giunta della legge di bilancio di previsione per il triennio 2027-2029. “Abbiamo superato – proseguiva il presidente della Regione – una lunga stagione di difficoltà finanziarie, restituendo equilibrio e solidità al bilancio regionale. Un risultato che ci consente di guardare al futuro con serenità e di proseguire nell’attuazione delle politiche di sviluppo economico e di coesione sociale a beneficio dei siciliani”.

Una serenità manifestata a più riprese da Renato Schifani, che punta alle nuove elezioni del prossimo anno

Una “serenità”, quella manifestata da Schifani, che veniva preannunciata dalle stime al rialzo del Nadefr, con la crescita del Pil 2026 riquantificata rispetto al Defr – passando dallo 0,5 al 1,1 per cento – e il Pil 2025 riletto in crescita dello 0,6% dallo 0,5% stimato. La Regione siciliana di Renato Schifani correrà quindi senza sosta anche nel corso del nuovo anno e fino alle elezioni per predisporre tutto l’arsenale economico-finanziario da investire nel corso della successiva legislatura che, a ragion veduta e a “svecchiamento” forzista in corso, Renato Schifani si candiderà a guidare con buona pace di tutti gli altri pretendenti al trono nel centrodestra.

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