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Le tensioni con Tajani e la riunione notturna di Palazzo d’Orleans: sono ore decisive per il futuro del Governo Schifani

Le tensioni con Tajani e la riunione notturna di Palazzo d’Orleans: sono ore decisive per il futuro del Governo Schifani
Renato Schifani, Imagoeconomica

Una fase di ulteriore tensione, quella intorno a Schifani, accesa anche dalla Commissione regionale antimafia che avvierà una indagine conoscitiva sui recenti episodi dell’amministrazione regionale

Il Governo regionale è appeso a un filo. Nella notte, una volta incassate le parole di Nino Minardo, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani si è riunito con il suo staff e un gruppo di parlamentari regionali a lui molto vicini a Palazzo d’Orleans. Incontro fondamentale per il governatore che, in queste ore, valuta concretamente le dimissioni.

Ad alzare ulteriormente le tensioni del momento, è stata anche la chiamata tra Antonio Tajani e lo stesso Renato Schifani. Una telefonata che viene descritta come “accesa” e che avrebbe alimentato il vero scontro intorno alla figura di Schifani: la ricandidatura alle elezioni regionali del 2027. Sì perché, oltre alla necessità di un rinnovamento della politica locale sottolineata da Minardo, e i recenti scossoni regionali, il tema primario sembrerebbe essere quello delle elezioni in arrivo.

Il nodo elezioni del 2027: da Tajani nessuna certezza, Schifani valuta le dimissioni

Delle elezioni che il presidente Renato Schifani dava per scontate in merito alla propria ricandidatura ma che, da Roma – sponda Forza Italia – non lo sarebbero del tutto, anzi, le perplessità esistono e sono molto pesanti.

Da Tajani emergono infatti riflessioni intense e dubbi importanti in vista delle elezioni, fattore che farebbe a sua volta riflettere Schifani sulle possibili dimissioni che, se arriveranno, potrebbero essere annunciate nel giro di 24 ore al massimo.

La Commissione regionale antimafia apre le indagini conoscitive sui casi di corruzione intorno all’amministrazione

Una fase di ulteriore tensione, quella intorno a Schifani, accesa anche dalla Commissione regionale antimafia guidata dal deputato del Pd Antonello Cracolici che, in queste ore, ha annunciato che avvierà una indagine conoscitiva sui recenti episodi legati a possibili corruzioni all’interno dell’amministrazione regionale. In tal senso, sarà ascoltato anche Renato Schifani in audizione.

La reazioni della politica locale. La Vardera: “La peggiore legislatura di sempre”

Dall’opposizione il dito più veloce sulla tastiera è quello di Ismaele La Vardera che pochi minuti dopo la pubblicazione del post di Renato Schifani, in cui viene annunciata la scelta di ripensare al suo mandato da governatore della Regione siciliana, scrive: “Apprendiamo che Schifani, alla luce delle dichiarazioni di Minardo, sta riflettendo sulle decisioni da prendere. Credo che la strada sia una ed una sola quella delle dimissioni immediate”.

Per il leader di Controcorrente quella di Schifani è “la peggiore legislatura di sempre, fatta di arresti e inchieste” ed oggi il presidente della Regione “ha la possibilità di liberare finalmente la Sicilia”. E sul criptico contenuto delle parole del presidente circa le decisioni da assumere La Vardera lo invita a tagliare corto: “Lo faccia senza avere tentennamenti e ci risparmi la suspense, non serve che salga al Colle, al massimo faccia una salita a Montepellegrino”.

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