Quasi 40mila euro per la seconda metà del 2025 e 60mila euro per quasi l’intero – il contratto parte da febbraio – 2026. Sono i termini degli accordi stipulati tra l’assessorato regionale Infrastrutture e Trasporti e la Up Project Italia, agenzia palermitana che avrà il compito di curare i canali social.
In entrambi i casi si è trattato di affidamenti diretti, stipulati sulla scia di direttive firmate da Alessandro Aricò. Il componente della giunta Schifani ha chiesto al dipartimento l’acquisizione del servizio di diffusione di informazioni dell’ufficio di diretta collaborazione dell’assessore regionale” tramite gli account Facebook, Instagram e Linkedin. Una scelta che segue i trend della comunicazione, con sempre più persone che attingono le notizie su ciò che viene fatto dalle istituzioni tramite i social network.
Tuttavia, la decisione di Aricò di riconfermare la fiducia alla società palermitana rischia di sollevare l’ennesima polemica in un momento in cui la politica siciliana tutta, e Fratelli d’Italia non fa di certo eccezione, è attraversata da criticità. Tra scandali giudiziari e frizioni legate agli equilibri all’interno della maggioranza che sostiene Renato Schifani.
I punti sono due e intrecciano il piano strettamente normativo con la questione di opportunità.
Il socio di Fdi
Il primo tema è quello più immediato. La Up Project Italia – costituita nel 2023 ma attiva dal 2024 – è in mano a tre soci. Uno di loro si chiama Giulio Pillitteri ed è legato a Fratelli d’Italia in maniera duplice: il 47enne, infatti, lavora all’Ars come assistente del gruppo meloniano ma a propria volta è impegnato in politica. In queste settimane, per esempio, è in corsa per un posto al consiglio comunale di Carini dove si voterà questa primavera.
“Non è una commissione di cui mi sono occupato, bisognerebbe chiedere all’amministratore della società”, chiosa Pillitteri contattato dal Quotidiano di Sicilia. A guidare la Up Project Italia è il 51enne Carlo Alberto Sausa. Anche nel suo caso, le tracce di politica all’interno della destra non mancano, anche se fanno riferimento al passato.Nel 2012, infatti, Sausa fu candidato alle Comunali di Palermo con Futuro e Libertà, il partito fondato da Gianfranco Fini dopo la rottura con Silvio Berlusconi e l’uscita dal Pdl.
In quella tornata elettorale, il candidato sindaco di Futuro e Libertà era Aricò. “Ho lasciato la politica quasi quindici anni fa e se lo vuole sapere prima dell’inizio della collaborazione nel 2025 con Aricò non ci sentivamo da tanto tempo – dichiara Sausa a questa testata –. Noi lavoriamo in maniera professionale e non possiamo che essere contenti se i nostri clienti rimangono soddisfatti. Lo scorso anno, quando abbiamo saputo che il contratto con l’operatore economico che gestiva i social era in scadenza ci siamo fatti avanti presentando un piano comunicativo che è stato apprezzato”.
Da giugno 2025, Up Project Italia gestisce la pagina Facebook dell’assessorato che conta 1846 follower. Fino a dicembre, quando è scaduto il primo contratto, è stata pubblicata una trentina di post, molti dei quali video. Su Linkedin, invece, risulta essere stato pubblicato un solo post. Molti di più quelli che hanno trovato spazio su Instagram. Da parte dell’amministratore la garanzia che il servizio prestato riguarda solo gli account istituzionali e non anche quelli personali di Aricò.
A confermarlo è anche l’assessore. “L’affidamento riguarda esclusivamente la gestione e il supporto operativo ai canali di comunicazione delle attività istituzionali dell’assessorato – rimarca Aricò al Quotidiano di Sicilia – Non si tratta in alcun modo di profili personali, bensì di account e spazi digitali utilizzati per la diffusione di informazioni relative all’attività assessoriale e alle politiche pubbliche di competenza anche su delega della Presidenza della Regione”. L’assessore poi precisa che la scelta di puntare sull’agenzia palermitana non ha nulla a che vedere con la militanza politica. Un fatto, quello della vicinanza dei titolari delle agenzie di comunicazioni al mondo della destra, che negli anni scorsi era emerso anche negli affidamenti riguardanti il Sicilia Express.
“Da parte mia non c’è stata nessuna indicazione o provvedimento finalizzata alla scelta dell’operatore economico”, replica Aricò. Che poi sull’appartenenza di Pillitteri a Fdi aggiunge: “Non ha inciso in alcun modo. Sono certo che a oggi non lo sappia neanche il Rup. Ed io l’ho saputo solo da una sua precedente intervista che un socio di minoranza della società fosse uno dei 250mila iscritti di Fratelli d’Italia”.
Il nodo della rotazione
La scelta di riaffidare il servizio alla Up Project Italia pone sul tavolo anche una questione più tecnica. Il codice degli appalti al comma 2 dell’articolo 49 prevede che “in applicazione del principio di rotazione è vietato l’affidamento o l’aggiudicazione di un appalto al contraente uscente nei casi in cui due consecutivi affidamenti abbiano a oggetto una commessa rientrante nello stesso settore merceologico, oppure nella stessa categoria di opere, oppure nello stesso settore di servizi”.
Sul punto si sono pronunciati sia l’Anac che i tribunali amministrativi, specificando – per ultimo lo ha fatto a febbraio scorso il Tar della Campania – che il divieto scatta già al primo rinnovo. “La norma è chiara nel prevedere l’impossibilità di affidamento di due contratti consecutivi rientranti negli ambiti prima evidenziati, senza richiedere che la consecutività debba ritenersi verificatasi solo dopo l’attribuzione del secondo contratto”, hanno specificato i giudici. L’unica deroga che il codice consente riguarda i casi in cui il mercato a cui fa riferimento il servizio affidato registra “assenza di alternative” o quando la “qualità della prestazione resa” è tale da giustificare la conferma. Resta da chiedersi dunque se l’assessorato di Aricò avrebbe potuto trovare un’altra agenzia capace di occuparsi dei social con altrettanta professionalità della Up Project Italia.
“La decisione di procedere con l’invito del contraente uscente è stata assunta in presenza dei presupposti previsti dalla norma per le ipotesi derogatorie, tenuto conto – si legge in una replica inviata a questa testata – della struttura del mercato di riferimento, caratterizzato da un numero limitato di operatori effettivamente specializzati nella gestione integrata e continuativa della comunicazione istituzionale sui social media; dell’assenza di alternative immediatamente comparabili sotto il profilo dell’organizzazione, della continuità operativa e della capacità di garantire tempestività nella diffusione dei contenuti; della qualità del servizio reso dalla società nel corso della precedente annualità, che è risultata puntuale, professionale e adeguatamente documentata. Tali elementi – conclude la nota – hanno reso opportuno, nell’interesse pubblico alla continuità ed efficacia della comunicazione istituzionale, procedere alla richiesta di un nuovo progetto e relativa offerta economica anche al precedente affidatario, nel quadro di un’indagine di mercato”.
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