Seguendo l’iter ormai da tempo avviato, martedì si è riunita la commissione per il Regolamento nell’ufficio di presidenza dell’Ars stabilendo nel 29 giugno la data ultima per la presentazione degli emendamenti alla proposta di riforma di regolamento interno presentata dal presidente del Parlamento Gaetano Galvagno.
Sulla modifica del regolamento dell’Ars c’erano sin dal primo giorno forti dubbi, essendo cuore della spinta verso la riforma il fatidico voto segreto che il presidente della Regione voleva fortemente ridimensionato. Dall’ultima riunione della commissione sono però cambiate un po’ di cose, e malgrado l’arrivo in supplenza Rosa Cirrone Cipolla per Forza Italia, nella recente commissione mancava un altro esponente di Forza Italia: Riccardo Gallo Afflitto. Inoltre, la rottura in coalizione di maggioranza tra l’asse Lega-Dc e gli autonomisti di Raffaele Lombardo non era così marcata come dopo le amministrative.
La maggioranza può contare su quattro voti
La maggioranza, al netto di Mpa-Grande Sicilia che ha due componenti in commissione, può contare su quattro voti includendo il presidente Gaetano Galvagno e la deputata Marianna Caronia del gruppo Misto ma aderente a Noi Moderati ed alla coalizione di centrodestra. Soltanto due sono i deputati di opposizione, ma aggiungendo i due autonomisti il conto pareggia e non tutti in maggioranza sono comunque favorevoli al drastico ridimensionamento del voto segreto. Questo già in commissione. Ma qualora giungesse a Sala d’Ercole la proposta, come già annunciato dal capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro, verrebbe chiesto di votare con voto segreto e la riforma del regolamento affonderebbe quantomeno per la questione voto segreto.
I gruppi devono affrontare la questione delle proposte emendative
I gruppi non hanno ancora affrontato la questione delle proposte emendative, ma si ha già contezza dell’opposizione di Pd e M5s alla quasi abolizione del voto segreto ed alla quasi certa riproposizione di una modifica sanzionatoria per i cambi di casacca in corso di legislatura. Nel maggio del 2024 era stata proposta dalle deputate Cinque stelle Cristina Ciminnisi e Martina Ardizzone – poi decaduta – una formula con cui disincentivare la mobilità tra i gruppi parlamentari all’Ars, prevedendo la decadenza dalle cariche di componenti dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea e dalle cariche di componenti dell’Ufficio di presidenza delle Commissioni.
Fitta agenda di impegni
Altra commissione che procede a vele spiegate, con tanto da approfondire e nuovi fascicoli che si aggiungono giorno dopo giorno, è la commissione di vigilanza su Mafia e Corruzione. Approvata la mozione nel corso dell’ultima convocazione, la cosiddetta commissione Antimafia ha già fissato data dei lavori e convocazioni per le audizioni sul caso Cefpas.
Ma con un’agenda serrata, martedì 16 giugno ci sarà audizione del presidente e dei componenti del collegio sindacale del Cefpas e mercoledì la commissione si riunirà per procedere con i lavori sull’indagine conoscitiva che riguarda il racket degli alloggi popolari e di quelli confiscati. Sulla compravendita illegale di immobili è già stato audito l’assessore del Comune di Palermo all’emergenza abitativa, Fabrizio Ferrandelli, e da quel poco che è stato possibile sapere è risultato un argomento scottante e molto delicato sul quale il presidente della commissione Antimafia Antonello Cracolici ha chiesto il massimo riserbo.
Tra le inchieste eccellenti che hanno investito la classe dirigente di centrodestra in Sicilia, nei tempi più recenti ed in particolare all’interno di Forza Italia, c’é quella che ha messo alla porta dell’Ars il deputato Michele Mancuso. Prima della sospensione, Mancuso era presidente della commissione Statuto.
Giunto il dispositivo firmato a suo carico dal giudice per le indagini preliminari, la commissione Statuto si è fermata ed ha potuto riprendere la propria attività solo dopo la nomina del nuovo presidente. Scelta ricaduto sul deputato Giuseppe Lombardo, di Sud chiama Nord. Martedì prossimo quindi è atteso il presidente della Regione Renato Schifani in commissione per poter riprendere le redini dei disegni di legge di iniziativa governativa che dovrebbero risolvere la circostanza verificatasi tra settembre e novembre del 2022, quando una sensibile dilazione dei tempi nel nuovo parlamento per il giuramento del nuovo presidente ha impedito la nomina degli assessori anche solo per gli affari correnti.
Disegni di legge
Tra i disegni di legge che intendono modificare la legge 26 del 28 ottobre 2020 sulle deleghe assessoriali e dirigenziali della Regione, Sud chiama Nord intende inserire un emendamento sanzionatorio per rendere un obbligo inalienabile la relazione annuale del presidente della Regione all’Ars. Obbligo previsto per i sindaci nei rispettivi Consigli comunali ed altrettanto teoricamente per il governatore in Parlamento regionale. Slitta invece qualunque discussione di disegni di legge a Sala d’Ercole, dove la maggioranza non c’é e non si è ancora trovata la quadra per comprendere come mandare avanti la legislatura.
Nella relazione di metà legislatura redatta dagli uffici dell’Ars sull’andamento dell’attività legislativa risulta che su 71 leggi approvate erano più della metà quelle di iniziativa governativa e che proprio queste provenienti da Palazzo d’Orleans sono quelle maggiormente approvate. Lo stallo legislativo, già a metà mandato, si manifestava in tutta evidenza sui disegni di legge di iniziativa parlamentare. Su questi testi, con progressivo peggioramento nella seconda parte della legislatura, la maggioranza non è stata tale.
Ma non sempre ciò che è iniziativa del governo vede la luce. Risulta infatti, da quanto appreso da fonti aggiornate sulla questione, che sulla riforma della dirigenza regionale voluta da Renato Schifani con l’accorpamento a fascia unica, il governo ha deciso di fare un passo indietro tornando all’adozione della doppia fascia.
Oggi la giunta Schifani ha approvato la delibera per la proroga di tutti i dirigenti della Regione, fino al 31 dicembre, in attesa che venga completato il processo di razionalizzazione degli assetti organizzativi che, in base al regolamento in via definizione, porterà alla riduzione delle postazioni dirigenziali. Una eccezione il dirigente generale del dipartimento dell’Acqua e dei rifiuti Arturo Vallone, prorogato di dodici mesi.
A inizio settimana potrebbe esserci la prima stesura della variazione di bilancio
Si attende invece tra lunedì e martedì la giunta in cui verrà messa sul tavolo la prima stesura della variazione di bilancio che dovrebbe arrivare a breve all’Ars per una approvazione prima della pausa estiva. La manovra potrebbe essere il giro di boa per la deputazione regionale, con voci di spesa che potrebbero calmare gli animi oppure con una sorte che potrebbe determinare l’ufficializzazione di impossibilità di governare per il centrodestra.
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