Comunicazione istituzionale
All’inizio del mio insediamento come Presidente di FISMI – Federazione Italiana Servizi per il Made in Italy, avvenuto a fine maggio 2025, ho voluto fortemente rinforzare alcuni servizi fondamentali per il supporto alle imprese, ai professionisti e a chi intende avviare una nuova attività.
In questa direzione, FISMI ha attivato un ufficio dedicato all’orientamento nella scelta dei bandi e delle agevolazioni pubbliche, operativo su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di aiutare le persone a comprendere quali strumenti siano realmente coerenti con i propri progetti e con la fase in cui si trovano.
Crescita dei bandi e difficoltà di interpretazione
Negli ultimi anni, il numero di misure agevolative è cresciuto in modo significativo, così come è aumentata la difficoltà nel leggerle e interpretarle correttamente.
Non sempre, infatti, un bando accessibile è anche un bando adatto.
Proprio per questo, con questo editoriale scelgo di soffermarmi su Resto al Sud 2.0, una delle principali misure oggi disponibili per l’avvio di nuove iniziative economiche nel Mezzogiorno, analizzandone il funzionamento concreto, i punti di forza e gli aspetti che meritano una valutazione più attenta.
Cos’è Resto al Sud 2.0 e chi può accedervi
Resto al Sud 2.0 è uno strumento promosso e gestito da Invitalia, pensato per sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo nelle regioni del Sud Italia.
La misura si rivolge a giovani tra i 18 e i 35 anni che si trovano in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione, includendo anche i beneficiari del Programma GOL e i cosiddetti working poor.
La dotazione finanziaria complessiva, pari a oltre 356 milioni di euro, conferma la volontà di investire sull’autoimpiego come leva di sviluppo territoriale.
Funzionamento operativo e punti di forza
Dal punto di vista operativo, Resto al Sud 2.0 consente di avviare nuove attività in quasi tutti i settori economici, con alcune esclusioni specifiche.
Ciò che rende la misura particolarmente interessante è la presenza di contributi a fondo perduto, articolati in base all’entità del programma di investimento.
Questo approccio riduce l’impegno finanziario iniziale e rende più accessibile la fase di avvio, soprattutto per chi non dispone di capitali propri o incontra difficoltà nell’accesso al credito.
Valore principale e finalità della misura
Il valore principale di questo strumento risiede, a mio avviso, nella sua capacità di accompagnare la fase iniziale di un progetto.
Resto al Sud 2.0 non è pensato per imprese già strutturate, ma per chi si trova all’inizio del proprio percorso e intende trasformare un’idea in un’attività organizzata.
In questo senso, la misura si presta in modo particolare a iniziative professionali, di servizi, digitali o a contenuto innovativo, che spesso richiedono investimenti mirati più che grandi volumi di capitale.
Aspetti pratici da considerare per l’accesso
È tuttavia importante considerare anche alcuni elementi che, nella pratica, incidono sull’effettiva fruibilità del bando.
La procedura è a sportello e le domande vengono valutate in ordine cronologico di presentazione.
Questo rende fondamentale arrivare preparati, con un progetto già definito e una documentazione completa.
La possibilità di registrare in anticipo l’anagrafica e le eventuali deleghe non rappresenta quindi un semplice adempimento formale, ma una scelta operativa rilevante.
Qualità del progetto e sostenibilità
Un ulteriore aspetto centrale riguarda la qualità del progetto.
Pur non trattandosi di una misura particolarmente complessa dal punto di vista tecnico, Resto al Sud 2.0 richiede comunque un’idea coerente, sostenibile e credibile.
Il contributo pubblico costituisce un supporto importante nella fase iniziale, ma non sostituisce una visione chiara, una conoscenza minima del mercato e una capacità di pianificazione nel medio periodo.
Opportunità e ruolo di FISMI
In conclusione, Resto al Sud 2.0 rappresenta un’opportunità interessante per chi intende avviare un’attività nel Mezzogiorno, a condizione che venga affrontata con consapevolezza.
È uno strumento che può facilitare l’avvio e ridurre alcune barriere economiche iniziali, ma che esprime il suo reale valore solo quando è inserito in un percorso strutturato.
È proprio su questo terreno che il ruolo di orientamento e accompagnamento svolto da FISMI intende fare la differenza: aiutare le persone a scegliere con attenzione, prima ancora che a presentare una domanda.
Luisa Maria Bamonte
Presidente FISMI – Federazione Italiana Servizi per il Made in Italy

