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Rete ferroviaria a due velocità: il Nord corre, il Sud e la Sicilia aspettano un futuro migliore

Rete ferroviaria a due velocità: il Nord corre, il Sud e la Sicilia aspettano un futuro migliore

In Italia a dicembre 2025 si contano 7.833 km a doppio binario, ma solo 264 nell’Isola. Un confronto sui dati di Rfi ed Eurostat. Il nostro è il secondo Paese europeo per mancato utilizzo del trasporto pubblico (quasi il 70% non ne usufruisce)

La rete ferroviaria italiana a doppio binario al 31 dicembre 2025 si estendeva per 7.833 km, di questi solo 264 km si trovano in Sicilia: il 3,4% del totale nazionale in una regione che è la più estesa del Paese. Il Piemonte, di poco più “piccolo” della nostra Isola, può contare su 788 km a doppio binario: tre volte i numeri della Sicilia. I dati, pubblicati dalla Rete ferroviaria italiana (Rfi), segnalano un leggero incremento rispetto ai 7.756 km a livello nazionale certificati e pubblicati dall’Eurostat su dati del 2024 e rispetto ai circa 223 km presenti in Sicilia nello stesso anno (che rappresentavano appena il 16% della rete isolana totale). Naturalmente, più binari paralleli consentono un traffico più efficiente e sicuro sulle linee ferroviarie, aumentando la flessibilità e riducendo gli effetti di eventuali disturbi.

Italia sopra la media Ue al 46%, ma Francia e Belgio sono ben distanti

Numeri impietosi analizzati a livello macroscopico dall’Eurostat per tutti i Paesi dell’Unione che nel 2024 possedevano il 40,8% della rete ferroviaria a due o più binari paralleli (82.154 km) sul totale, in miglioramento rispetto al 31,8% del 1990. L’Italia registra un 46%, quindi si posiziona sopra la media Ue; ma ci sono Paesi come la Francia che registrano il 62,8% di rete con due o più binari paralleli, il Belgio addirittura l’81,2%. La lunghezza totale della rete ferroviaria nell’Ue è di 201.314 km, con una diminuzione dell’8,7% rispetto al 1990 (220.420 km). Tuttavia, in tale periodo si è registrato un notevole aumento della quota di linee ferroviarie elettrificate, con una quota del 57,6% nel 2024 rispetto al 39,9% nel 1990.

Tra i paesi dell’Ue, una maggiore densità di rete ferroviaria si riscontra nelle zone ad alta popolazione con volumi relativamente elevati di trasporto merci, precisa l’Eurostat. La Repubblica Ceca ha registrato la più alta densità di rete ferroviaria nel 2024, con 123,2 metri di linee ferroviarie per km2 di superficie, davanti al Belgio (118,7 m/km2) e alla Germania (110 m/km2). Le densità più basse sono state riscontrate in Grecia (14 m/km2), Finlandia (19,4 m/km2) e Svezia (26,8 m/km2). L’Italia che ha un’estensione pari a circa 302.000 km2 può contare su 16.879 km totali di rete ferrata ed ha quindi una densità di 56m/km2, ben distante dai primi della classe in Ue.

Sistema ETCS: l’Italia al 6,8% mentre il Lussemburgo è già al 100%

Inoltre, mentre alcuni Paesi del Nord Europa fanno registrare passi avanti nell’adottare il sistema europeo di controllo dei treni (Etcs), che è una misura di sicurezza efficace per ridurre i rischi di collisione dei treni attraverso segnali radio o basati sui binari, il nostro Paese arranca. Nel 2025, secondo l’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie, il Lussemburgo era l’unico paese completamente equipaggiato con Etcs, davanti al Belgio (90,3% delle sue linee ferroviarie) e alla Danimarca (51,6%), mentre i paesi meno equipaggiati erano l’Ungheria (1,6%), la Croazia (3,0%) e la Germania e la Romania (entrambe 3,2%). L’Italia si ferma al 6,8%.

Il 68% degli italiani non usa i trasporti pubblici: secondi in Ue solo a Cipro

A rendere ancor meno edificanti i dati citati, ma anche consequenzialmente a quest’ultimi, tra i paesi dell’Ue la quota più alta di persone che non utilizzava il trasporto pubblico nel 2024 era a Cipro, con l’85% della popolazione, seguita da Italia (68,0%), Portogallo (67,8%), Francia (65,1%), Slovenia (61,6%) e Grecia (61,3%). All’altro estremo della scala si trovavano Lussemburgo, dove il 15,7% delle persone non utilizzava il trasporto pubblico nel 2024, Estonia (26,6%) e Svezia (26,7%). Il Belpaese, quindi, indietro rispetto a molti altri “cugini” europei anche in materia di utilizzo del trasporto pubblico e quindi anche dei treni, oltre a metropolitane, bus, tram.

Il dato complessivo del 2024 in tutta l’Ue ci dice che il 50,6% della popolazione non utilizzava il trasporto pubblico. Per quanto riguarda le persone che utilizzano i trasporti pubblici ogni settimana, il Lussemburgo ha registrato la quota più alta, con il 23,1% delle persone che li utilizzano, seguito da Lettonia (19,2%) ed Estonia (18,2%). Efficienza, puntualità e dunque anche il doppio binario sono elementi imprescindibili da cui partire per “convincere” un numero maggiore d’italiani a mettere un po’ da parte la cara vecchia automobile.