Niente da fare per il decreto regionale che ridisegna la rete ospedaliera in Sicilia. Manca la documentazione adeguata e il governo Meloni boccia il provvedimento. Ne dà notizia La Repubblica sottolineando che l’esito arriva già nella fase istruttoria dal dipartimento programmazione del ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci.
L’invito a consegnare una documentazione completa
In una lettera di due pagine i funzionari di Roma chiariscono che la documentazione trasmessa dalla Regione non consente “di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione da parte del Tavolo”.
Il documento firmato dal direttore generale Walter Bergamaschi, conclude: “Nell’invitare fermamente la Regione a consegnare una documentazione analitica completa, corretta ed effettivamente rappresentativa della delibera di revisione della rete, si resta in attesa di quanto richiesto con la massima urgenza. Si fa presente che, qualora la documentazione trasmessa non fosse ancora conforme alle indicazioni già fornite e ribadite nella presente, dovremo procedere comunque a sottoporre al tavolo di monitoraggio il documento di rete, seppur incompleto”.
Catanzaro: “Bocciatura ennesimo tonfo del governo Schifani”
Arrivano le reazioni politiche. L’opposizione critica il governo Schifani per questo esito. Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Assemblea regionale siciliana sottolinea: “La bocciatura della rete ospedaliera da parte del ministero della Salute è l’ennesimo tonfo del governo Schifani e della sua maggioranza di centrodestra che ormai fanno parlare di sé solo per due argomenti: fallimenti politici e indagini giudiziarie”.
Catanzaro prosegue: “Altro che diritto alla salute questo centrodestra utilizza la sanità pubblica in Sicilia per tutto, tranne che per assistere i cittadini. Probabilmente il presidente Schifani non si rende conto di sprofondare ogni giorno di più, il guaio è che sta trascinando sempre più giù la Sicilia”.
Il Movimento 5 Stella all’Ars: “Esito che non ci meraviglia”
“Apprendiamo dalla stampa che Roma ha bocciato la nuova rete ospedaliera siciliana disegnata dal governo Schifani. La cosa non ci meraviglia affatto, anzi. Abbiamo detto in tutte le sedi e in tutte le salse che era nulla più di un pessimo restyling di quella vecchia. Quello che ci amareggia, oltre all’ennesimo danno cagionato ai siciliani, è che la commissione sanità dell’Ars debba apprendere queste notizie dalla stampa, visto che l’assessorato alla Sanità si è guardato bene dall’informarci della bocciatura ministeriale, come si era guardato bene dall’informarci dei rilievi che, deduciamo, saranno stati fatti in precedenza. È questo l’ennesimo fallimento del governo Schifani che finora ha collezionato solo disastri in serie su tutti i fronti. Quando andranno a casa sarà sempre troppo tardi”. Lo affermano il capogruppo M5S all’Ars Antonio De Luca e il deputato Carlo Gilistro entrambi componenti della VI commissione di Palazzo dei Normanni.
“Che questa rimodulazione – dicono i due deputati – era l’ennesima occasione persa, lo abbiamo detto più volte senza essere ascoltati. Hanno voluto fare in fretta piuttosto che fare bene e i nodi, che sono tanti, stanno cominciando a venire al pettine. Questa rete è il trionfo dell’improvvisazione, solo un pessimo restyling di quella precedente, che a sua volta era una modifica di quella mai entrata in vigore dell’allora assessore Gucciardi. Non considera tantissime cose che dovevano essere invece i pilastri del nuovo piano come, solo per fare qualche esempio, il calo demografico intercorso negli anni, i flussi intraregionali e i dati di mortalità specifica per patologia che ha delle discrepanze impressionanti tra le province”.
Mannino: “Bocciatura prevedibile”
Altre critiche arrivano dal segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. Queste le sue parole a proposito della bocciatura ministeriale del piano regionale della rete ospedaliera: “Non eravamo Cassandre quando in più occasioni e con documenti presentati al governo e alla stampa elencavamo le criticità del piano della rete ospedaliera, prevedendo che il ministero l’avrebbe bocciato. Ci è stato detto che le nostre posizioni erano strumentali, adesso l’assessora Faraoni dovrebbe chiedere scusa alla Cgil e ai siciliani e trarre le conseguenze di un’azione politica dissennata e deleteria, lasciando la guida dell’assessorato”.
Mannino aggiunge: “Il fatto concreto aggiunge Mannino è che si sono persi 7 mesi e che nel frattempo il sistema sanitario pubblico regionale è sempre più allo sfascio”.
E rileva: “Quando con intenti di supporto per il rilancio della sanità e non certo strumentali o terroristici – rileva – abbiamo proposto le nostre critiche e osservazioni, rilanciandole per ultimo il 4 marzo, ci siamo trovati davanti a un governo che ha tirato dritto su una strada costellata da scandali e malaffare”.
Infine: “Abbiamo più volte denunciato il fallimento della gestione Faraoni/Iacolino, la bocciatura del ministero aggiunge ora un ulteriore tassello a questa evidenza. È chiaro che la situazione è fuori controllo, che il governo regionale fa acqua da tutte le parti e che il presidente Schifani non può fare finta di niente o scaricare le responsabilità”.
L’assessore Faraoni: “Aspettavamo osservazioni tecniche dal ministero”
Intanto la Regione è già al lavoro, nella normale dialettica istituzionale, per rispondere alle osservazioni del ministero della Salute alla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera. Lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni.
“Si tratta di osservazioni tecniche ed endoprocedimentali che aspettavamo – spiega -. D’altronde, ho già ribadito in tutte le sedi istituzionali in cui abbiamo presentato la proposta che, a seguito della trasmissione del documento, ci sarebbe stato un inevitabile confronto con i ministeri affiancanti, consapevoli che in alcuni casi, per preservare una rete ospedaliera in grado di servire le comunità anche più difficili da raggiungere, non era possibile rispettare i parametri offerti dal DM 70”.
Faraoni aggiunge: “Talvolta si dimentica che le altre Regioni italiane oltre i loro confini trovano altre Regioni con territori altrettanto organizzati che possono offrire i loro servizi ai cittadini che abitano in zone limitrofe: in Sicilia, oltre i nostri confini, abbiamo il mare. Pertanto nel rispetto del dialogo aperto con questa nota, al di là dei toni perentori usuali in quelle sedi, procederemo a ribadire bisogni differenti e situazioni diverse da quelle previste dal DM 70”.
Conclude: “Per il resto apporteremo i correttivi, che sono quasi tutti tecnici, la cui richiesta non è affatto una bocciatura, definizione che non possiamo certo rimettere al giudizio di una testata giornalistica”.
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