Riabilitazione visiva, in Sicilia solo un centro - QdS

Riabilitazione visiva, in Sicilia solo un centro

Serena Giovanna Grasso

Riabilitazione visiva, in Sicilia solo un centro

martedì 07 Maggio 2019 - 00:05
Riabilitazione visiva, in Sicilia solo un centro

Ministero della Salute: solo un anno prima, nel 2016, le strutture erano dieci. Ma il numero degli assistiti si mantiene alto: ben 1.419. Presente solo un medico specialista in oftalmologia, due ortottisti, tre psicologi e quattro assistenti sociali

PALERMO – Riabilitazione visiva: in Sicilia ci troviamo in uno stato a dir poco emergenziale.
Secondo i dati contenuti all’interno della relazione del ministro della Salute sullo stato di attuazione delle politiche inerenti la prevenzione della cecità, l’educazione e la riabilitazione visiva, in Sicilia si rileva la presenza di un solo centro di riabilitazione, il centro di ipovisione e riabilitazione Aris (Associazione dei retinopatici ed ipovedenti siciliani) operante presso gli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo. Nel 2017 la nostra regione non ha rinnovato la convenzione con i nove centri dell’Unione italiana ciechi (se ne contavano dieci solo l’anno precedente).

In generale, nel 2017 è possibile osservare una sensibile riduzione del numero di centri regionali attivi: infatti, se ne contano appena 51, contro i 59 del 2016 e i 70 del 2015. A fronte di una diminuzione del numero di centri operativi, si osserva un sensibile incremento degli assistiti: infatti, si passa dai 22.091 nel 2016 ai 26.900 nel 2017. L’aumento dei casi (+4.809) segnala un innalzamento significativo della domanda di riabilitazione visiva, in particolare nelle persone ultrasessantacinquenni.

In particolare, in Sicilia sono 1.419 i soggetti sottoposti a riabilitazione visiva: 366 di questi hanno un’età superiore ai 65 anni, in 379 hanno meno di 18 anni e ben 674 hanno tra i 18 e i 65 anni. Una situazione analoga a quella siciliana si rileva in Calabria, regione che assiste 1.560 soggetti nell’unico centro riabilitativo attivo. Lombardia, Piemonte e Veneto sono le tre regioni con il numero maggiormente cospicuo di assistiti, rispettivamente 4.416, 4.104 e 3.933, seguiti nei centri regionali (in ordine, quattordici, cinque e quattro).

In termini di prevalenza ed incidenza, la disabilità visiva nell’anziano risulta nettamente preponderante: solo per quanto riguarda la degenerazione maculare, legata all’età, la perdita della visione centrale raggiunge percentuali a due cifre negli ultrasettantenni. Dunque, come evidenzia la relazione, “su questo versante dovrebbero concentrarsi gli sforzi dei programmatori sanitari”.

Ma anche il quadro della riabilitazione visiva dell’infanzia presenta notevoli criticità: prima tra tutte la pessima distribuzione dei centri specializzati sul territorio nazionale, nel Centro-Sud Italia circa sei milioni di cittadini non hanno servizi pediatrici specifici per la diagnosi e la riabilitazione visiva, costringendo le famiglie a lunghi e costosi spostamenti.

Riguardo alle figure professionali che dovrebbero essere presenti all’interno dei centri, emerge un quadro a dir poco deficitario. I più presenti risultano gli oftalmologi e gli ortottisti assistenti di oftalmologia; meno presenti gli psicologi, gli infermieri e gli assistenti sociali. Nel 2017 il numero degli oculisti risulta diminuito a 65 rispetto ai 101 del 2016. In Sicilia si conta appena un medico specialista in oftalmologia. La più alta concentrazione si rileva nei quattordici centri lombardi (21).

Il numero degli ortottisti assistenti di oftalmologia si riduce da 102 a 82. In Sicilia si contano appena due unità. Appena tre sono gli psicologi e quattro gli assistenti sociali. Mentre la figura degli infermieri è completamente assente.

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