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Ricerca Evaneos: solo 29% italiani usa AI per i viaggi

Ricerca Evaneos: solo 29% italiani usa AI per i viaggi

Le famiglie con figli sono quelle che se ne avvalgono maggiormente

Milano, 10 apr. (askanews) – L’intelligenza artificiale è lenta ad entrare nelle abitudini di pianificazione dei viaggi degli italiani, senza scalfire il valore dell’esperienza e consulenza umana. Dal una ricerca quantitativa realizzata dalla piattaforma di viaggi sostenibili Evaneos, emerge che solo il 29% degli intervistati ricorre ai chatbot per la pianificazione di viaggi e le famiglie con figli sono quelle che si avvalgono maggiormente dell’AI. “L’intelligenza artificiale è un potente alleato. Ma nel viaggio la fiducia resta profondamente umana: i viaggiatori vogliono sentirsi accompagnati, soprattutto nelle decisioni più complesse. Per questo crediamo in un modello ibrido, dove l’AI semplifica e accelera, mentre l’esperienza dei consulenti locali garantisce sicurezza, personalizzazione e autenticità”, dichiara Aurélie Sandler, Co-CEO di Evaneos.

La ricerca è stata condotta su un campione di 1.000 italiani, selezionati attraverso un panel online profilato, che include famiglie con figli (50%), coppie senza figli (25%) e single (25%).

Le famiglie con figli si confermano il segmento più aperto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale: il 35% ha già utilizzato chatbot per organizzare i propri viaggi, contro il 22% di coppie senza figli e single. Un dato che si lega anche a una maggiore “fatica” percepita nella pianificazione: il 28% delle famiglie dichiara un alto carico mentale, superiore agli altri gruppi, e riconosce l’AI come strumento utile per ridurre i tempi.

Il principale motivo di utilizzo dell’AI è il risparmio di tempo (42%), seguito dalla possibilità di avere una panoramica rapida delle offerte (34%) e dall’ispirazione per nuove idee di viaggio (33%). Tuttavia, permane una forte esigenza di verifica: il 71% degli intervistati dichiara di sentire comunque il bisogno di controllare le informazioni generate dall’AI.

Anche il costo gioca un ruolo determinante: il 66% degli intervistati considera il prezzo un fattore decisivo nella scelta tra AI (spesso gratuita) e consulenza umana. La sensibilità è ancora più alta tra le famiglie (73%).

Le principali barriere all’adozione dell’AI riguardano invece l’affidabilità delle informazioni (44%) e l’assenza di responsabilità in caso di errori (36%). Anche la protezione dei dati personali (29%) resta una preoccupazione significativa. Non sorprende quindi che il 60% degli italiani consideri ancora più rassicurante il supporto di un consulente di viaggio esperto rispetto a un chatbot.

La ricerca evidenzia una chiara divisione dei ruoli: l’AI è preferita per attività operative e veloci, come confronto dei prezzi (66%) e ricerca (60%). Esperti umani sono invece scelti per ambiti complessi, tra cui sicurezza (84%), assicurazioni e aspetti legali (76%) e itinerari articolati (64%). Nel complesso, il futuro della pianificazione dei viaggi appare ibrido: per il 36% degli italiani AI e consulenti umani avranno pari importanza, mentre solo il 18% prevede un predominio dell’intelligenza artificiale. I risultati indicano chiaramente la direzione del settore: l’intelligenza artificiale è destinata a migliorare efficienza e accesso alle informazioni, mentre l’expertise umana continuerà a garantire fiducia, personalizzazione e sicurezza. Ed è proprio il modello ibrido quello scelto da Evaneos, che combina tecnologia e conoscenza degli agenti locali per offrire esperienze di viaggio più sostenibili, personalizzate e affidabili.