Comunicazione istituzionale
Il 2025 si è rivelato un anno di particolare rilievo per la ricerca scientifica applicata al settore vitivinicolo siciliano.
A sottolinearlo è il direttore generale dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVO), Vito Bentivegna, che ha tracciato un bilancio fortemente positivo delle attività svolte, evidenziando risultati significativi sia sul piano della ricerca sia su quello del trasferimento tecnologico.
Nel corso dell’anno si sono conclusi due importanti progetti finanziati dall’ Assessorato regionale per l’Agricoltura, nell’ambito del PSR Sicilia 2014–2022, dedicati a due importanti vitigni siciliani il Perricone e il Catarratto o Lucido.
Valorizzazione delle produzioni vitivinicole
Tali iniziative hanno visto l’IRVO impegnato in un’intensa attività di consulenza tecnica e di ricerca specialistica, finalizzata alla valorizzazione delle produzioni vitivinicole regionali attraverso approcci scientifici avanzati.
Parallelamente, è proseguita l’attività di ricerca sugli spumanti ottenuti da vitigni autoctoni siciliani, un filone che ha suscitato notevole interesse e apprezzamento nel panorama nazionale.
I risultati conseguiti sono stati presentati in occasione di eventi di rilevanza internazionale, tra cui il Vinitaly di Verona, contribuendo a rafforzare l’immagine della Sicilia come territorio capace di coniugare tradizione e innovazione enologica.
Attività di ricerca orientate alla sostenibilità
Un ruolo centrale è stato svolto anche dalle attività di ricerca orientate alla sostenibilità, in linea con la strategia europea Farm to Fork, promossa dalla Commissione Europea.
Tale strategia pone al centro la gestione razionale delle risorse ambientali e la riduzione dell’impatto delle pratiche agricole sugli ecosistemi. In questo contesto, l’introduzione di caratteri di tolleranza e resistenza alle avversità biotiche rappresenta oggi una delle soluzioni più sostenibili nel lungo periodo per la gestione delle malattie della vite.
Nel 2025 è proseguita l’attività di ricerca per l’introduzione di caratteri di resistenza in cinque vitigni autoctoni siciliani, attraverso sia incroci tradizionali sia l’impiego delle Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA).
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano Veneto e con la Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, rafforzando una rete di cooperazione scientifica di alto livello.
Nel 2026 importanti obiettivi all’insegna della valorizzazione dei vini e degli oli siciliani
Guardando al futuro, il direttore Bentivegna ha delineato per il 2026 una linea strategica improntata alla continuità e alla coerenza, con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’attività di ricerca per individuare soluzioni sempre più efficaci nella caratterizzazione e valorizzazione dei vini e degli oli siciliani.
Tra le priorità figurano nuove ricerche sull’introduzione di ulteriori caratteri di resistenza in altri vitigni autoctoni, sempre in collaborazione con l’Università di Catania, nonché lo sviluppo di nuove tecniche di vinificazione, tra cui l’utilizzo di anfore e l’adozione di imbottigliatrici isobariche di ultima generazione.
È stato inoltre già presentato un nuovo progetto in collaborazione con autorevoli enti di ricerca, tra cui l’Università degli Studi di Palermo ( SAAF) e HTS Enologia, finalizzato al miglioramento e alla valorizzazione della viticoltura siciliana attraverso l’innovazione biotecnologica, lo sviluppo di lieviti autoctoni non saccaromyces innovativi e derivati enologici avanzati.
Il partenariato del progetto riveste un’importanza strategica e coinvolge, tra gli altri, i laboratori CADA , la cantina Casa Grazia, il Consorzio Regionale per la Ricerca Applicata e la Sperimentazione (CORESAS) , confermando come la collaborazione tra ricerca pubblica e sistema produttivo rappresenti un elemento chiave per il futuro della vitivinicoltura siciliana.

