“Siamo i terzi in Italia, dopo l’Emilia e la Puglia, a indire una gara di questa portata. Sarà una procedura che segnerà un cambiamento nel modo di concepire gli affidamenti dei servizi per la raccolta dei rifiuti”. A parlare è il direttore generale della Srr Messina Provincia, ente che raggruppa 57 Comuni dell’area peloritana, poco dopo la pubblicazione del bando da oltre 257 milioni che designerà chi dovrà occuparsi dell’igiene urbana in centri di piccola e media dimensione. Un unico soggetto – o una grande azienda o più imprese consorziate – che opereranno all’interno del territorio dell’ambito fino al 2041.
Ciò non significa che in ogni Comune verranno firmati contratti da 14 anni. Anzi, il più lungo sarà da 13 anni, il più breve da sette. “La media nel complesso sarà di dieci anni. Tutto dipenderà dagli attuali appalti in corso, l’aggiudicatario entrerà in servizio alla scadenza dei contratti che sono in vigore”, spiega Mondello al Quotidiano di Sicilia.
Un gestore per un ambito
L’indirizzo che la Srr ha voluto dare segue le indicazioni della Arera, l’agenzia per la regolazione per energia reti e ambiente, in merito all’esigenza di affrontare servizi come la raccolta dei rifiuti con un approccio in qualche modo industriale. Non più una selva di piccole ditte a operare in aree limitate, ma una centralità nella gestione del servizio.
“Oltre all’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani differenziati ed indifferenziati, appalteremo anche servizi amministrativi e finanziari, come la redazione del Pef, che attualmente sono affidate a privati con accordi a sé stanti che determinano costi maggiori. In questo modo, invece, puntiamo a garantire ai Comuni un risparmio dell’8 per cento circa”, spiega Mondello.
Il direttore specifica anche che nel caso dei servizi amministrativi e finanziari, l’avvio avverrà “in contemporanea per tutti i Comuni”, a differenza di quello relativo alla raccolta dei rifiuti.
I Comuni che saranno interessati dalla gara sono: Acquedolci, Alcara Li Fusi, Basicò, Brolo, Capizzi, Capo d’Orlando, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Cesarò, Falcone, Ficarra, Floresta, Fondachelli-Fantina, Francavilla di Sicilia, Frazzanò, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Graniti, Librizzi, Longi, Malvagna, Mazzarrà Sant’Andrea, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Moio Alcantara, Montagnareale, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Motta d’Affermo, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Patti, Pettineo, Piraino, Raccuja, Reitano, Roccella Valdemone, Rodì Milici, Sant’Agata di Militello, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Salvatore di Fitalia, Santo Stefano di Camastra, San Teodoro, San Piero Patti, Sant’Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, Sinagra, Torrenova, Tortorici, Tripi, Tusa e Ucria.
La questione Mazara
La Srr Messina Provincia è l’ente d’ambito che ha competenza anche sul comune di Mazzarrà Sant’Andrea, dove la discarica dismessa rappresenta una bomba ecologica che da tempo attende di essere bonificata. Dopo avere scongiurato la perdita dei fondi stanziati con il Pnrr, grazie al raggiungimento per tempo dei target previsti dal piano, Invitalia per conto del governo Schifani ha da poco pubblicato la gara d’appalto da oltre 15 milioni e mezzo di euro. I termini per presentare le offerte di un’opera attesa da tanto scadranno il 21 settembre. Una volta aggiudicati, i lavori di messa in sicurezza dell’area dovrebbero durare due anni e mezzo.
Negli ultimi mesi, un’altra novità che ha interessato Mazzarrà ha riguardato la chiusura della vicenda riguardante il progetto, prima autorizzato e poi revocato, per la realizzazione di una piattaforma di trattamento comprensivo di impianto di produzione di biogas. L’investimento si sarebbe dovuto realizzare tramite project financing, coinvolgendo come privato la società Asja Ambiente.
Tuttavia il Cga ha messo la parola fine alla faccenda, confermando la legittimità delle decisioni prese dalla Regione.
“Bisogna capire se valga la pena ripensare il progetto mantenendolo su Mazzarrà ma distanziandolo dall’area della discarica oppure no. Asja Ambiente ha ottenuto le autorizzazioni per un impianto simile da fare a Termini Imerese e come Srr abbiamo già stipulato un accordo con l’ente d’ambito di quel territorio per poter conferire i nostri rifiuti alle stesse condizioni economiche offerte ai Comuni di quell’area. Da qui ai prossimi due anni, quando l’impianto sarà pronto valuteremo il da farsi”, conclude Mondello.
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