CATANIA – Si va verso il rinnovo del servizio di carico, trasporto e conferimento dei rifiuti prodotti tramite attività di spazzamento stradale nei Comuni che ricadono nel territorio di competenza della Srr Catania Area Metropolitana. La gara d’appalto è stata pubblicata la settimana scorsa e vedrà scadere i termini per la presentazione delle offerte il 13 luglio. Si tratta di una commessa del valore complessivo di circa 3 milioni di euro, per prestazioni che dovranno essere garantite per due anni, con la possibilità che venga richiesta una proroga per ulteriori dodici mesi.
“L’importo complessivo a base di gara è pari a 1.965.697,30 euro oltre Iva per il biennio di affidamento e di 982.848,65 euro oltre Iva per l’eventuale anno di proroga”, si legge nel capitolato d’appalto dell’ente presieduto da Francesco Laudani. Lo stesso documento precisa che “l’importo è riferito al quantitativo di rifiuti da trattare da intendersi quale quantitativo esclusivamente orientativo e non vincolante per la Srr e, pertanto, il prestatore del servizio non avrà nulla a pretendere se le quantità reali si dovessero discostare in aumento o in diminuzione rispetto a quelle attese”.
Oltre 8.500 tonnellate di rifiuti da trattare ogni anno
La stima del quantitativo, alla luce dei dati storici riguardanti i rifiuti da spazzamento stradale, è di circa 8.546 tonnellate all’anno. Il dato è ricavato sommando la produzione dello specifico rifiuti, caratterizzato dal codice Eer 20.03.03, nei territori di Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Belpasso, Biancavilla, Camporotondo Etneo, Catania, Gravina di Catania, Mascalucia, Milo, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Paternò, Pedara, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Sant’Agata Li Battiati, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea e Ragalna.
“Il servizio – viene spiegato negli atti di gara – verrà remunerato a misura direttamente dai Comuni aderenti, sulla base delle effettive richieste delle singole amministrazioni e, pertanto, l’aggiudicatario non avrà nulla a pretendere in caso di mancato raggiungimento o superamento delle quantità di rifiuti stimati, né nel caso di mancata adesione dei Comuni, al termine della durata del contratto, né potrà richiedere compenso alcuno a Srr area metropolitana Catania”.
Come funzionerà il servizio nei Comuni aderenti
L’accordo quadro prevede che, una volta aggiudicata la gara, l’impresa vincitrice stipuli specifici contratti attuativi con i singoli Comuni richiedenti il servizio. Dovrà essere garantito un servizio di conferimento dei rifiuti che copra i giorni dal lunedì al sabato con fasce orarie che vanno dalle 7 alle 12 e dalle 14 alle 19, ed eventuale apertura domenicale dalle 7 alle 13. “In caso di sopravvenuta difficoltà o impossibilità di usufruire dell’impianto proposto, l’appaltatore dovrà, entro il termine di 24 ore, comunicare al Comune e alla Srr l’impianto o gli impianti alternativi, debitamente autorizzati dall’autorità competente, che verranno utilizzati”, è la prescrizione contenuta nel capitolato d’appalto.
Il chiarimento della Srr sulla proprietà degli impianti
Intanto negli ultimi giorni gli uffici della Srr hanno chiarito un fraintendimento che si era creato con un’impresa interessata a partecipare alla procedura. Quest’ultima chiedeva se per presentare l’offerta fosse necessario essere titolari di impianti di trattamento dei rifiuti prodotti dallo spazzamento stradale oppure se bastasse avere stipulato un accordo o convenzione con soggetti terzi. La Srr ha spiegato che la proprietà dell’impianto dove i rifiuti andranno portati è una condizione imprescindibile per ambire a sottoscrivere il contratto con i Comuni. Tuttavia, la ditta ha fatto presente che nel disciplinare di gara è riportata la possibilità di dimostrare la disponibilità di impianti anche nel caso in cui questi non siano di proprietà, semplicemente fornendo una “dichiarazione del gestore attestante la disponibilità a ricevere i quantitativi previsti dall’appalto per l’intera durata contrattuale”.
Dalla Srr però hanno definito questo passaggio un refuso, indicando alle imprese interessate di non tenerne conto. “Si conferma, infatti, che l’operatore economico interessato è proprietario dell’impianto indicato ai fini dell’esecuzione dell’appalto e che, pertanto, il requisito della disponibilità giuridica dell’impianto risulta soddisfatto mediante la relativa attestazione di proprietà per l’intera durata contrattuale”, è stata la risposta definitiva.

