ACIREALE – Uno dei tanti casi di rifiuti abbandonati e, nonostante le segnalazioni, non rimossi. Stavolta però al disservizio si è aggiunto il danno patrimoniale. I rifiuti infatti, nello specifico foglie e sfalci derivanti da attività di potatura, hanno determinato l’innesco di un incendio che ha coinvolto il portone di un’abitazione, il tetto di una cantina, parte dell’impianto idrico e il danneggiamento di un ulivo secolare. La vicenda risale alla fine dell’estate di sei anni fa ma, di recente, è finita al centro di una seduta del Consiglio comunale di Acireale. Il motivo è presto detto: il tribunale di Catania, lo scorso anno, ha condannato l’ente locale e la società che all’epoca dei fatti gestiva il servizio di raccolta dei rifiuti a pagare un risarcimento alla proprietaria dell’immobile.
Comune di Acireale condannato: debito fuori bilancio da 6.500 euro per i danni dell’incendio
Il debito fuori bilancio è stato votato all’unanimità dai consiglieri. Una cifra esigua – circa 6.500 euro – che ha però rappresentato l’occasione per ragionare sulla qualità del servizio di igiene urbana in città. Ad Acireale, in questi mesi, si attende di conoscere quale sarà l’esito della querelle giudiziaria che è seguita alla gara espletata per il rinnovo dell’appalto settennale. A essere coinvolta nella vicenda finita in tribunale è stata invece la Tekra, la ditta uscente, che ad Acireale non sta più eseguendo il servizio, affidato provvisoriamente alla Risam, società di recente costituzione che ha preso in affitto il ramo d’azienda da Tekra.
L’assessora Toscano ricostruisce i fatti: segnalazioni ignorate e incendio doloso il 26 settembre 2020
“Il debito fuori bilancio – ha detto in aula l’assessora al Contenzioso, Laura Toscano – scaturisce da fatti verificatisi il 18 settembre del 2020. In quella data vengono lasciati dei rifiuti dinanzi a un’abitazione, la proprietaria dell’immobile segnala agli organi competenti la presenza di questi arbusti e fogliame. Tuttavia, nonostante le segnalazioni, questi materiali vengono lasciati lì, e il 26 dello stesso mese, ignoti causano un incendio. Incendio – ha proseguito Toscano – che causa a sua volta danni all’immobile, e pertanto la proprietaria agisce in giudizio, propone atto di citazione dinanzi al Tribunale di Catania. Il Comune si costituisce per mezzo dell’avvocatura comunale, e l’avvocatura chiama in causa la Tekra. A seguito di Ctu (consulenza tecnica, nda), il Tribunale statuisce che il Comune insieme alla Tekra sono tenuti in solido al 50 per cento al pagamento dei danni subiti”.
Numero verde attivo per le segnalazioni: il dirigente all’Ambiente conferma il servizio
Nel corso della seduta è stato confermato dal dirigente all’Ambiente, Nino Borzì, il mantenimento del numero verde per segnalare criticità sul territorio. “Il numero verde continua a funzionare – ha detto il dirigente – inoltre, tramite il nostro sito è possibile inoltrare anche direttamente all’ufficio, e ci risultano diverse segnalazioni che abbiamo risolto nell’arco di questi mesi, e per cui riteniamo che i cittadini abbiano due strumenti abbastanza utili per poter segnalare analoghe situazioni, che speriamo non abbiano più a verificarsi”.
Coco (Lega): “Nei capitolati d’appalto obbligo di polizze assicurative più ampie per i danni da rifiuti”
A prendere la parola è stato anche il consigliere d’opposizione Alessandro Coco. L’esponente della Lega ha ragionato della possibilità di prevedere in futuro – considerato che la gara d’appalto per il rinnovo del servizio è stata già indetta e aggiudicata, ma il risultato rimane pendente al Consiglio di giustizia amministrativa – l’obbligo per le ditte partecipanti di stipulare polizze che possano comprendere la copertura anche di danni derivanti dalla mancata rimozione per tempo degli sfalci lasciati a bordo strada. “Dovremmo stare attenti quando facciamo dei capitolati, quando andiamo ad avere rapporti con le ditte, in particolare in questo caso la ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti. Perché – si legge nel verbale della seduta consiliare – è chiaro che loro con la polizza che hanno rispondono del loro camioncino, della loro macchina che prende fuoco se ci sono incendi, scoppi nelle strutture che gestiscono, se fanno danni a terzi. Questo, diciamo, è il minimo sindacale di una polizza assicurativa. In realtà le polizze possono essere molto più ampie, chiaramente il premio è più oneroso, ma dovremmo proprio stare attenti”.
Per Coco, il tema non è da sottovalutare specialmente se si considerano i rischi connessi all’aumento delle temperature nella stagione estiva. “È un’evenienza che purtroppo non è detto che sia sempre rara, perché queste dinamiche poi possono anche nascere nella stagione estiva, in periodi in cui la raccolta differenziata, magari per motivi di sciopero, di chiusura delle discariche, non avviene in maniera puntuale, se queste cose coincidono – ha concluso il consigliere Coco – ci possono anche essere conseguenze pericolose“.

