CATANIA – Nell’arco di una decina di giorni, ad aprile, scadranno i termini per presentare le offerte per partecipare a tre gare d’appalto per la raccolta dei rifiuti in provincia. I Comuni interessati sono Aci Castello, San Giovanni la Punta e Nicolosi, tutti appartenenti alla Srr Catania Area Metropolitana. In ballo ci sono gli affidamenti settennali del servizio, per un importo complessivo di quasi 60 milioni di euro. I bandi sono stati pubblicati nei giorni scorsi e contengono le direttive che le società che si aggiudicheranno il servizio dovranno seguire nel corso dei sette anni in cui si occuperanno della pulizia del territorio. Va detto che in tutti e tre i bandi si fa cenno al piano d’ambito della Srr: nonostante la legge preveda che venga aggiornato alle nuove previsioni del piano regionale – approvato da Schifani con i poteri commissariali a fine 2024 – il documento a cui si rimanda risale al 2017. Un fatto, quello dei ritardi negli aggiornamenti dei piani d’ambito, che è comune a molti altri enti d’ambito e che testimonia come il settore risenta di un’organizzazione che a più livelli è evidentemente imperfetta.
Gara rifiuti ad Aci Castello
Ad Aci Castello, il valore dell’appalto è stato quantificato in 21.529.444,85 euro. Il termine per presentare le offerte – così come negli altri Comuni e come da prassi nel settore le commissioni terranno conto sia dei ribassi che delle proposte tecniche per migliorare i servizi richiesti – entro l’8 aprile. “Gli obiettivi che l’Amministrazione comunale si prefigge di raggiungere sono il 73 per cento di raccolta differenziata entro il primo anno successivo alla data di attivazione del nuovo servizio, il 76 per cento entro il terzo anno e il 78 per cento entro il sesto anno d’appalto, da mantenere fino al termine del contratto”, si legge nel piano industriale approvato da ente locale ed Srr.
Il servizio ad Aci Castello sarà basato sul porta a porta con l’intento – condiviso quasi sempre dai Comuni perlomeno al momento di indire le gare – di arrivare alla tariffazione puntuale; un passaggio fondamentale per diversificare il trattamento, in termini di tassa sui rifiuti, tra chi si impegna a fare la raccolta differenziata e chi invece continua a sfuggire ai propri doveri. La popolazione che dovrà essere servita è, tenendo conto dei dati Istat al 31 dicembre 2022, di 17.880 abitanti, ripartiti in 8676 utenze domestiche. Considerato che si tratta di un Comune che dà sul mare, l’appalto prevede anche la pulizia della scogliera, con un intervento di pulizia straordinaria all’inizio della stagione balneare e il mantenimento delle condizioni igieniche durante i mesi caldi.
Appalto rifiuti a Nicolosi
A Nicolosi – 7.587 abitanti divisi in 3.242 nuclei familiari, stando ai dati Istat, stavolta aggiornati al 2023 – i traguardi che il Comune intende raggiungere con il nuovo appalto settennale sono più elevati rispetto ad Aci Castello. Il motivo è semplice: si parte da un livello di differenziata più elevato. “L’Amministrazione comunale si prefigge di raggiungere il consolidamento del 75 per cento di raccolta differenziata entro il primo anno successivo a quello di attivazione del nuovo servizio, il 78 per cento entro il terzo anno e l’80 per cento entro il quinto anno d’appalto, da mantenere fino al termine del contratto. Per raggiungere tale obiettivo – si legge nella relazione che illustra il servizio che dovrà essere svolto – l’Amministrazione intende attivare azioni di comunicazione mirate all’utenza sia domestica che non domestica, nonché sistemi di monitoraggio dei servizi e contabilizzazione informatizzata dei conferimenti”. Anche in questo caso non manca il riferimento all’attivazione della tariffazione puntuale, con la specifica che il sistema dovrà essere portato a regime “entro il secondo anno dell’appalto”.
Gli oltre 9 milioni di euro a base d’asta prevedono anche la copertura delle aree più a Nord, nel cuore dell’Etna. “Dal punto di vista dell’erogazione del servizio di raccolta differenziata, la criticità più rilevante è dettata dalla distanza dal centro urbano, per cui sono necessari circa 40 minuti in andata e altrettanti in ritorno per raggiungere la località”, viene fatto presente. L’attuale servizio prevede l’uso di contenitori scarrabili nei piazzali che si incontrano salendo verso il vulcano e il loro svuotamento giornaliero con l’invio di una squadra di operai a bordo di un mezzo ribaltabile. “Gli operatori procedono dapprima alla raccolta della plastica, vetro, carta e metalli perché vengano stoccati nei contenitori scarrabili e poi procedono al rientro in centro con a bordo la frazione organica nelle giornate di raccolta, ovvero con il residuo secco, mentre nelle due giornate restanti riportano gli imballaggi in cartone. È di tutta evidenza – si legge – che è necessario che si proceda all’erogazione di un servizio più strutturato che possa consentire di intercettare maggiori frazioni differenziate”.
Raccolta rifiuti a San Giovanni la Punta
L’appalto a San Giovanni la Punta vale 27.271.120,65 euro. Qui sono poco più di 24 mila i residenti. Nel 2024 la differenziata si è attestata appena sopra il 61 per cento e così nel piano industriale si ritiene verosimile che entro i primi otto mesi del nuovo appalto si potrà toccare quota 65 per cento, per poi spingersi al 70 per cento dal secondo anno del servizio. In merito alla raccolta dell’indifferenziata, il Comune fa una precisazione: “I contenitori dovranno essere dotati del sistema Tag Rfid che permette l’attivazione della tariffazione puntuale, basata sul numero di svuotamenti o sul volume conferito e sull’associazione utente-contenitore. L’apposito software e il sistema di rilevazione installato sugli automezzi adibiti alla raccolta, completano la raccolta e l’elaborazione dei dati”.

